Le Libertarie Pisane 2018

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La convention




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Partiti italiani ed elezioni italiane

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Libertarie regionali Toscana 2020

Schemi e simulazioni

Calendario principale

I dati e le date sono indicativi. Alcune tappe finali possono essere accorpate se necessario accorciare i tempi

Oltre che primarie per il candidato governatore, le tappe sono anche primarie per i consiglieri regionali (vedi sotto). Chi si candida a governatore può candidarsi anche a consigliere per una circoscrizione (di solito, quella di residenza)

Terminologia di base:

Elezioni generali: le elezioni “vere” (contrapposte alle elezioni primarie). Nel nostro caso, le elezioni regionali della Toscana

Nomina: l’investitura della convention che determina il candidato governatore con voto a maggioranza assoluta dei delegati

Candidati alla nomina: chiunque si candidi ad ottenere la nomina della convention

Caucus: riunione, assemblea, incontro di persone (pronuncia “cocus”)

Simulazione

con dinamiche tipiche di una competizione come questa

Supponiamo che i candidati alla nomina siano 4. Li chiameremo G1, G2, G3 e G4

Prima tappa (Firenze 3, 19/1/20, 5 delegati totali)

Esempio di scheda elettorale

Risultati prima tappa (solo primarie per governatore)

Voti e delegati ottenuti dai candidati:

Candidato

Voti

no delegati  

G1

2050

3

G2

1500

2

G3

50

0

G4

400

0

Caucus post-primarie

per scegliere i delegati di Firenze 3 di G1 e G2

Il 21/1/20 G1 posta il seguente messaggio su twitter 

Grazie a tutti del sostegno straordinario che mi avete dimostrato
domenica nella prima tappa. Trovatevi il 26/1/20 alle ore 15.00 al teatro X per
scegliere i tre di voi che andranno alla convention. Un mio rappresentante sarà
lì ad aprirvi

G1 non andrà al caucus (anche perché è in piena campagna elettorale per le tappe successive)

26/1/20, ore 15.00, teatro X:

lsi presentano 55 persone;

lsi fa avanti chi è disposto ad organizzare l’incontro (nel qual caso non si candida a delegato);

lcoloro che aspirano a fare i delegati si presentano e dichiarano solennemente di impegnarsi a votare la nomina di G1 alla convention;

lsegue discussione con interventi dei presenti;

lseguono le votazioni per scegliere i tre delegati più eventualmente tre sostituti.

nSalvo arrotondamenti, i delegati e sostituti sono metà uomini e metà donne

In qualunque momento, gli aspetti organizzativi (voto segreto, voto palese, numero preferenze, tempistiche degli interventi, ecc.) vengono decisi facendo votare i presenti. E’ sperabile che ogni decisione passi a maggioranza assoluta

La discussione può riguardare anche le questioni da sollevare alla convention (punti programmatici, modifiche alle regole, nome e simbolo della lista da presentare alle elezioni regionali, ecc.), sulle quali i delegati non sono tenuti a seguire G1, ma interpretano liberamente la volontà degli elettori

Il 27/1/20 i risultati sono trasmessi a G1, che li approva, nel qual caso diventano definitivi. Se G1 lo ritiene, può esercitare un diritto di veto, motivando la decisione, su uno o più delegati eletti, nel qual caso subentrano i sostituti  

Similmente, il 20/1/20 G2 posta il seguente messaggio su facebook

Un risultato davvero inaspettato! Eravamo sconosciuti fino a ieri e
abbiamo già 2 delegati!  Il 26/1/20 alle 15.00 nella biblioteca Y sceglierete
i due di voi che mi rappresenteranno

e avanti come sopra.

Verso la convention

I delegati già eletti si incontrano telematicamente per organizzare (in linea di massima) i lavori della convention, raccogliere pareri e proposte sulle regole e i punti programmatici, dividersi in commissioni (commissione sul programma, commissione sulle regole), per arrivare alla convention con proposte pronte da essere discusse e votate. I delegati scelti nelle tappe successive si aggiungono man
mano che vengono eletti

Proposte tipiche di
modifica delle regole (per le libertarie regionali 2025):

premiare con qualche delegato in più le circoscrizioni in cui saranno raccolti più voti alle elezioni generali, da sottrarre alle circoscrizioni in cui saranno raccolti meno voti;

riorganizzare la sequenza in modo da consultare per prime le circoscrizioni che avranno raccolto più voti alle elezioni generali, o quelle che hanno raccolto maggiore affluenza alle primarie

Simulazione risultati complessivi delle 13 tappe

G4 ottiene la maggioranza assoluta dei delegati (quindi, a meno di eventi mai accaduti finora, otterrà la nomina della convention – vedi sotto)

G1 comunica di ritirarsi e libera i suoi delegati dal vincolo di votare per lui. Tipicamente (in caso di accordo sopraggiunto con G4 sul programma o altre questioni), dichiara di appoggiare G4 e invita informalmente i “suoi” delegati a votare per G4

G2 non appoggia G4, anzi urge i delegati di G1 e G4 a votare per lui

Convention

Sono presenti i delegati, osservatori e giornalisti

I candidati alla nomina non sono presenti

Le decisioni della convention sono prese a maggioranza assoluta

Votazione per la nomina

Risultati:

Candidato

G1

G2

G3

G4

Voti

3

4

0

94

G4 è nominato candidato governatore con 94 voti su 101. Viene invitato a raggiungere la convention per accettare la nomina. Tiene un discorso di accettazione che di fatto dà il via alla campagna elettorale per le elezioni generali

I candidati perdenti non sono invitati (di solito hanno già raggiunto accordi di vario tipo col vincitore)

Altre decisioni della convention

La convention è sovrana su qualunque questione ritenga esprimersi

 nScrive il programma elettorale. Il candidato nominato avrà un quadro più chiaro delle priorità degli elettori in vista delle elezioni generali

Dirime le eventuali contestazioni. La delegazione della circoscrizione II può sollevare perplessità sulla composizione della delegazione della circoscrizione III, per esempio (brogli? voto di scambio?)

Nomina un comitato fatto di, diciamo, 10 delegati, che si occuperà degli aspetti organizzativi delle libertarie successive (località della convention, raccolta donazioni, contatti cogli sponsor, ecc.). Il comitato non ha responsabilità politiche

Decide nome, simbolo per la lista da presentare alle elezioni generali

Vara modifiche delle regole per le libertarie successive

Cose da fare

Identificare i luoghi dei seggi elettorali nelle varie circoscrizioni. Scuole, sale comunali?

Trovare per tempo il sito della convention

Organizzarsi per raccogliere contatti, donazioni, sponsorizzazioni alla convention, ecc.

Organizzare le spese dei fondi raccolti per messaggi pubblicitari

Prima delle libertarie

Tour di presentazione delle libertarie, con sensibilizzazione delle potenzialità dello strumento, in modo che chiunque possa fin da subito riflettere sull’opportunità di  candidarsi alla nomina, a consigliere, o a delegato alla convention

Sensibilizzazione di giornalisti e mezzi di comunicazione. Riuscire a farli venire alle presentazioni 

Nelle tappe del tour: raccolta contatti, creazione di una o più mailing list. Eventualmente, raccolta prime firme per la presentazione della lista alle regionali. Raccolta donazioni

Dopo tour di presentazione e fino a primarie inoltrate: tour di dibattiti tra i primi candidati alla nomina che si sono fatti avanti (ciò che stimola gli altri a farsi avanti pure loro)

Quindi: stilare calendario date e siti delle tappe del tour di presentazione, stilare analogo calendario dei dibattiti, arrivare alle conferenze stampa con schemi dettagliati da fornire ai giornalisti

Esempi tour presentazione e dibattiti

Le libertarie sono il format che permette a tutti gli elettori di candidarsi con effettive possibilità di vincere e controllare tutto il processo di selezione dall’inizio alla fine. Riusciremo a realizzare la rivoluzione per le elezioni regionali toscane del 2020? In questo video la prima presentazione della serie.

PDF

Avendo studiato da vicino e “sul campo” come funzionano i partiti tradizionali, ne ho concluso che non sono veri partiti, ma comitati elettorali. Il loro unico obiettivo è portare in alto un gruppo ristretto di persone, il cerchio magico. A questo scopo, inventano forme di partecipazione finte per ingannare i loro elettori e sfruttarli. Di fatto, proteggono i membri del cerchio magico da qualunque cosa possa intaccare la loro posizione di potere e  privilegio. Nel corso degli anni, se non decenni, hanno usato i “loophole” del sistema, spesso creati da loro stessi mediante l’approvazione di leggi apposite, per creare una casta di privilegiati. In tutto ciò i problemi e le esigenze dei cittadini sono l’ultimo dei loro pensieri. Non esito ad affermare che i partiti sono in violazione dell’articolo 49 della costituzione e dovrebbero essere sanzionati e costretti a rifondere il danno agli elettori.

Continuando a frequentare e studiare gruppi politici più o meno vicini ai partiti tradizionali, ho potuto recentemente misurare ancora meglio la “forza” di quei partiti e identificarne i numerosi punti deboli. Infatti, al di là di quanto vogliono far credere, sono debolissimi. Basti pensare che l’unica “attività politica” che svolgono gli aspiranti candidati a un posto di consigliere comunale è:

  • – un post su facebook ogni due o tre giorni per “stimolare le zone erogene dell’elettorato”, raccogliere qualche like e qualche commento, nulla più
  • – molto, ma molto più raramente, cavalcare qualche tema del momento (sì ius soli, no ius soli, no moschee, sì moschee, ecc.) organizzando un banchetto o simile, accompagnato da una chiamata a raccolta su facebook o twitter
  • – ancora più raramente, a meno che uno non ricopra già una carica pubblica o di partito, una menzione sul giornale

Quante sono le persone raggiunte con questi metodi? Per il centrodestra, ad esempio, in una città come Pisa (90 mila abitanti), sono trecento o giù di lì, sempre le stesse. Davvero le elezioni sono una competizione di morti viventi. E poi ci si lamenta che la gente non va più  votare…

Non basta combattere i partiti, però. Occorre anche costruire un sistema nuovo. Un sistema che elimini qualsiasi sacca di privilegio e permetta a tutti l’accesso alla cosa pubblica in condizioni paritarie. Le Libertarie sono la soluzione.

Libertarie è il nome che ho dato alle primarie di tipo americano stretto, impiegate in Usa per le elezioni presidenziali. Sono così aperte, crude e libere che gli apparati partitici non riescono quasi mai ad addomesticarle, per cui finiscono per essere completamente governate dagli elettori. Per questo gli elettori americani vengono galvanizzati da quelle competizioni e partecipano come dei forsennati.

Per intenderci, in una competizione di quel tipo, anche se il candidato d’apparato si chiama Hillary Clinton, può spuntare un Obama dalle retrovie, e l’apparato non riuscirà a fermarlo neanche se ce la metterà tutta. Questo a sinistra. A destra può spuntare fuori un Trump, che riuscirà a vincere anche se avrà contro il grosso del suo stesso partito. Alla fine si ha una competizione tra candidati fortissimi, spesso outsider, tipo Obama contro Trump.

Se le primarie democratiche del 2016 non fossero state depotenziate dall’apparato del partito democratico americano, avremmo avuto uno scontro Sanders contro Trump, e oggi molti democratici in Usa si chiedono se non sarebbe stato più opportuno. Se le primarie repubblicane del 2008 e del 2012 non fossero state depotenziale dall’apparato del partito repubblicano, Obama non si sarebbe trovato di fronte candidati deboli come John McCain e Mitt Romney.

Le competizioni libere sono sempre quelle che producono i candidati più forti e vincenti. Le competizioni addomesticate dagli apparati producono sempre candidati deboli e perdenti.

Certo, una competizione così cruda e ingovernabile come quella delle Libertarie non è gradita agli apparati partitici, perché li estromette, ma solo così, a sinistra come nell’area di centrodestra, possono emergere candidati fortissimi, come Reagan, Clinton, Trump, Obama e Sanders, che possono battersi fino all’ultimo contro candidati altrettanto forti. Le Libertarie servono a massimizzare le possibilità di vincere, la forza del candidato che emerge come vincitore e a coagulare una coalizione unita e forte attorno a lui.

Studio queste cose da anni e vado in giro a proporre le Libertarie in Italia al centrodestra, al centrosinistra e al M5S. Il primo che le realizza ne trarrà il massimo vantaggio. Interessante la possibilità di realizzare le Libertarie comunali del centrodestra per il candidato sindaco di Pisa alle elezioni amministrative del 2018, ma gli orizzonti delle Libertarie sono molto più ampi.

Libertarie4

Si svolgeranno a Pisa le prime Libertarie

Saranno le Libertarie comunali per la scelta del candidato sindaco di centrodestra alle elezioni comunali del 2018.

L’annuncio è stato dato ai giornali da Gianluca Gambini, esponente di Forza Italia, che ha comunicato le modalità di funzionamento delle Libertarie comunali che potete consultare qui sotto. La proposta è stata accolta dalla Lega per voce di Susanna Ceccardi, da Pisa nel cuore, da Movimento Idea, da Pensare Pisa, dal Comitato NoMoschea, dal Comitato Il Popolo decide, da centinaia di elettori, simpatizzanti e cittadini. Speriamo di coinvolgere anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma soprattutto contiamo sul coinvolgimento dei cittadini, perché saranno loro, gli elettori, gli unici sovrani delle libertarie, senza alcuna interferenza da parte dei partiti tradizionali o dei loro apparati.

I cittadini, tramite la convention di 30 delegati, eletti in una sequenza di primarie a tappe (una circoscrizione per tappa), controlleranno l’applicazione delle regole, sanzioneranno chi le viola, le modificheranno in corso d’opera o per la volta prossima, scriveranno il programma elettorale, nomineranno il candidato sindaco di centrodestra a Pisa 2018.

Libertarie5

Chiunque sia eleggibile a sindaco si può candidare alla nomina per diventare il candidato sindaco di centrodestra. Non è richiesta alcuna raccolta di firme, non è richiesto il pagamento di alcuna somma.

Chiunque risieda in una circoscrizione di Pisa si può candidare a delegato di quella circoscrizione. Non è richiesta alcuna raccolta di firme, non è richiesto il pagamento di alcuna somma.

Chiunque risieda a Pisa e abbia una tessera elettorale valida potrà votare, gratuitamente. Non sarà richiesta l’adesione ai valori del centrodestra e non sarà richiesto alcun impegno a votare il candidato di centrodestra alle elezioni comunali. Le primarie sono aperte, che vuol dire che possono votare anche gli elettori che si sentono (e magari vogliono restare) di sinistra o del Movimento 5 Stelle.

Inoltre, gli elettori devono sapere che Libertarie6

La diluizione delle primarie in un percorso a tappe di 6 settimane, una per circoscrizione, più la convention, permette a tutti gli elettori, anche chi parte dalla condizione di perfetto sconosciuto, di colmare in breve tempo (due o tre tappe) il divario che lo separa dai favoriti e assurgere alla condizione di potersela giocare con chiunque per vincere.

Le Libertarie sono ispirate alle primarie americane per le elezioni presidenziali e in base ai dati di partecipazione a quelle possiamo stimare che voteranno almeno 6000 persone, più di quante sono andate a votare alle recenti primarie nazionali del PD nel comune di Pisa. Tuttavia, punteremo a portarne almeno 7000, ma ci accontenteremmo anche di 8000, 9000 o 10000.

Libertarie7

 Libertarie Comunali per Pisa 2018

Sono lo strumento che dà tutto il potere agli elettori e fa emer­gere la volontà popolare.

Permette a tutti gli elettori di candidarsi a sindaco con effettive possibilità di vincere.

Gli elettori, senza alcuna interferenza da parte degli apparati partitici, hanno modo di vagliare i candidati a sindaco ade­gua­­tamente, determinano il vincitore, scrivono il programma elettorale dei cittadini, supervisionano l’applicazione delle regole del processo di selezione, ne controllano l’applicazione, dirimono le controversie, sanzionano le violazioni. 

Le libertarie sono fatte di:

  • un “giro di Pisa’’ a tappe di elezioni primarie (una circoscrizione per tappa)
  • la convention dei delegati

Le elezioni primarie sono sequenzializzate su base circoscrizionale. Il voto è gratuito e ristretto ai residenti della circoscrizione possessori di tessera elettorale.

Qualunque elettore può candidarsi liberamente e gratuitamente:

  • alla nomina;
  • a fare il delegato alla convention comunale.

La nomina è la votazione con la quale la convention comunale nomina il candidato sindaco.

La convention comunale è l’autorità massima del processo di selezione. È composta di delegati, che sono elettori tra elettori (bibliotecaria, insegnante, cameriera, medico, commessa, tabaccaio, infermiera…). Il loro compito è unicamente quello di dedicare tre giorni del loro tempo per governare il processo di selezione e portare alla luce le istanze loro e dei loro concittadini.

Precisamente, la convention

  • nomina il candidato sindaco;
  • scrive il programma elettorale degli elettori;
  • controlla l’applicazione delle regole, sanziona le violazioni, dirime le controverse, modifica le regole in corso d’opera e per la volta successiva.

L’elettore che si candida a fare il delegato, comunica anticipatamente per quale candidato alla nomina intende votare alla conven­tion. Si impegna solen­ne­mente di fronte agli elettori a tenere fede alla promessa fatta.

In tutte le altre votazioni della convention, il de­le­gato è completamente libero. In particolare, non è tenuto a seguire le eventuali indi­ca­zioni del candidato alla nomina che si è impegnato a votare; anzi, è tenuto a rappresentare al me­glio la volontà dei suoi elettori, e solo quella.

Nelle primarie di circoscrizione, l’elettore esprime le sue preferenze per:

  • il candidato alla nomina,
  • i candidati delegati che si sono impegnati a votare quel candidato alla nomina.

Le preferenze per il candidato alla nomina determinano il numero dei delegati di circoscrizione che vengono eletti, tra coloro che si sono impegnati a votare quel candidato alla nomina. Le preferenze per i delegati determinano le identità dei delegati eletti.

Proprietà  

Le libertarie massimizzano il consenso e la risonanza mediatica.

Si dimostra che:

  • la sequenzializzazione e il dinamismo delle consultazioni danno luogo a un effetto-leva per cui un candidato outsider ha la possibilità, nelle prime due-tre tappe, di emergere dal nulla e colmare interamente lo svantaggio che lo separa da chi parte favorito nei sondaggi, per poi continuare bat­ten­dosi alla pari con gli altri;
  • gli sbarramenti e la sequenzializzazione rendono ininfluenti eventuali tentativi di “sabotaggio”;
  • la presenza della convention e la conseguente assenza di ogni apparato garanti­sco­no una trasparenza estrema;
  • l’estensione e tutti della possibilità di vincere, la possibilità di governare il pro­cesso di selezione facendo i delegati e la trasparenza della convention incre­men­ta­no no­te­volmente la partecipazione degli elettori;
  • la competizione articolata e diluita crea un evento di portata mediatica notevole, seguito con interesse dai mezzi di comuni­ca­zione per varie settimane, ciò che assicura pubblicità gratuita al movimento e al candidato vincitore.

 Calendario delle elezioni primarie 

Data

Circoscrizione

Numero delegati

Sistema elettorale per l’assegnazione dei delegati

12 febbraio 2018

1

3

proporzionale
19 febbraio 2018

3

4

proporzionale
26 febbraio 2018

2

3

proporzionale
5 marzo 2018

4

6

4 delegati al primo, 2 al secondo
12 marzo 2018

6

8

tutti i delegati al primo
19 marzo 2018

5

7

tutti i delegati al primo
 

 

31

 


Convention il 19-22 aprile 2018
 

Elezioni comunali: giugno 2018

Sono stato al Lingotto sabato 11  e domenica 12 marzo, dove si teneva l’incontro nazionale dei sostenitori di Renzi per le primarie del prossimo 30 aprile. L’impressione che ne ho tratto è estremamente deludente. Il PD non è un partito, ma un comitato elettorale, finalizzato a perorare la candidatura o ricandidatura di una ristretta cerchia di persone. Lo si capisce dal fatto che, consapevolmente o no, vengono messe in atto tutte le tecniche più sofisticate per respingere (non attrarre, ma respingere!) le persone che si avvicinano al “partito”. Se sei un elettore e vuoi contribuire gratuitamente alla loro causa, la prima reazione che troverai è l’indifferenza, la seconda è l’indifferenza e la terza è il fastidio. Praticamente, ogni volto nuovo viene visto come una potenziale minaccia alle possibilità di candidatura o ricandidatura delle persone della cerchia ristretta di cui sopra. In fondo si capisce, visto che le persone di quella cerchia sono cooptate dall’alto e quindi non sarebbero in grado di reggere una competizione elettorale vera contro avversari nuovi e freschi, magari più capaci di loro a raccogliere il consenso degli elettori. Il paragone coi partiti americani è veramente impietoso.

La conclusione è che il PD non è sostanzialmente diverso dagli altri “partiti” italiani che ho studiato. Colpiscono la paranoia nei confronti di chiunque vi si avvicini e l’estrema chiusura dei cosiddetti vertici. Così facendo si limita il bacino di persone che partecipano a queste e altre iniziative ad un manipolo di irriducibili aficionados (ci sono anche quelli che seguono la Ferrari a tutti i gran premi…) più gli ingenui che si avvicinano la prima volta e non capiscono cosa si trovano di fronte. Il risultato è che con un sistema partitico come quello italiano la competizione è al ribasso, e ciascun “partito” cerca di fermarsi un po’ meno in basso degli altri, per sperare di essere votato in base all’argomento che “gli altri sono ancora peggio, quindi dovete votare per noi”.

Mi sono anche fatto spiegare come funziona l’assemblea nazionale del PD, come vengono scelti i delegati. Anche qui, il paragone con la convention dei partiti americani è impietoso. Dove là c’è estrema apertura e libertà, qui c’è chiusura. Se là la convention governa il partito, qui l’assemblea nazionale ratifica decisioni proposte dai “vertici” del partito (che in Usa non esistono), se là i delegati sono liberi di interpretare la volontà dei loro elettori come meglio credono, qui sono vincolati ai candidati alla segreteria che hanno deciso di appoggiare.

Ho parlato delle mie idee a vari militanti. L’interesse da parte loro è effettivamente molto grande, ma decresce rapidamente quando si parla coi vertici. Chi arriva ai vertici di questi “partiti” di solito non ci arriva per consenso popolare, ma per cooptazione. Pertanto, non ha alcuna idea di cosa sia veramente un’elezione, o cosa sia la volontà popolare. Crede di essere diventato un VIP, e dunque “se la tira”. Un comportamento disgustoso, ma molto diffuso. Se negli Usa un rappresentante eletto ignorasse le email dei suoi elettori la pagherebbe molto cara alle primarie successive, perché nessuno gli garantisce la ricandidatura, se non appunto gli elettori.

La seconda conclusione è una conferma di quanto teorizzato fin qui su questo sito, cioè che questo sistema partitico è facilmente battibile usando il format delle libertarie.

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