Le Libertarie Pisane 2018

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Avendo studiato da vicino e “sul campo” come funzionano i partiti tradizionali, ne ho concluso che non sono veri partiti, ma comitati elettorali. Il loro unico obiettivo è portare in alto un gruppo ristretto di persone, il cerchio magico. A questo scopo, inventano forme di partecipazione finte per ingannare i loro elettori e sfruttarli. Di fatto, proteggono i membri del cerchio magico da qualunque cosa possa intaccare la loro posizione di potere e  privilegio. Nel corso degli anni, se non decenni, hanno usato i “loophole” del sistema, spesso creati da loro stessi mediante l’approvazione di leggi apposite, per creare una casta di privilegiati. In tutto ciò i problemi e le esigenze dei cittadini sono l’ultimo dei loro pensieri. Non esito ad affermare che i partiti sono in violazione dell’articolo 49 della costituzione e dovrebbero essere sanzionati e costretti a rifondere il danno agli elettori.

Continuando a frequentare e studiare gruppi politici più o meno vicini ai partiti tradizionali, ho potuto recentemente misurare ancora meglio la “forza” di quei partiti e identificarne i numerosi punti deboli. Infatti, al di là di quanto vogliono far credere, sono debolissimi. Basti pensare che l’unica “attività politica” che svolgono gli aspiranti candidati a un posto di consigliere comunale è:

  • – un post su facebook ogni due o tre giorni per “stimolare le zone erogene dell’elettorato”, raccogliere qualche like e qualche commento, nulla più
  • – molto, ma molto più raramente, cavalcare qualche tema del momento (sì ius soli, no ius soli, no moschee, sì moschee, ecc.) organizzando un banchetto o simile, accompagnato da una chiamata a raccolta su facebook o twitter
  • – ancora più raramente, a meno che uno non ricopra già una carica pubblica o di partito, una menzione sul giornale

Quante sono le persone raggiunte con questi metodi? Per il centrodestra, ad esempio, in una città come Pisa (90 mila abitanti), sono trecento o giù di lì, sempre le stesse. Davvero le elezioni sono una competizione di morti viventi. E poi ci si lamenta che la gente non va più  votare…

Non basta combattere i partiti, però. Occorre anche costruire un sistema nuovo. Un sistema che elimini qualsiasi sacca di privilegio e permetta a tutti l’accesso alla cosa pubblica in condizioni paritarie. Le Libertarie sono la soluzione.

Libertarie è il nome che ho dato alle primarie di tipo americano stretto, impiegate in Usa per le elezioni presidenziali. Sono così aperte, crude e libere che gli apparati partitici non riescono quasi mai ad addomesticarle, per cui finiscono per essere completamente governate dagli elettori. Per questo gli elettori americani vengono galvanizzati da quelle competizioni e partecipano come dei forsennati.

Per intenderci, in una competizione di quel tipo, anche se il candidato d’apparato si chiama Hillary Clinton, può spuntare un Obama dalle retrovie, e l’apparato non riuscirà a fermarlo neanche se ce la metterà tutta. Questo a sinistra. A destra può spuntare fuori un Trump, che riuscirà a vincere anche se avrà contro il grosso del suo stesso partito. Alla fine si ha una competizione tra candidati fortissimi, spesso outsider, tipo Obama contro Trump.

Se le primarie democratiche del 2016 non fossero state depotenziate dall’apparato del partito democratico americano, avremmo avuto uno scontro Sanders contro Trump, e oggi molti democratici in Usa si chiedono se non sarebbe stato più opportuno. Se le primarie repubblicane del 2008 e del 2012 non fossero state depotenziale dall’apparato del partito repubblicano, Obama non si sarebbe trovato di fronte candidati deboli come John McCain e Mitt Romney.

Le competizioni libere sono sempre quelle che producono i candidati più forti e vincenti. Le competizioni addomesticate dagli apparati producono sempre candidati deboli e perdenti.

Certo, una competizione così cruda e ingovernabile come quella delle Libertarie non è gradita agli apparati partitici, perché li estromette, ma solo così, a sinistra come nell’area di centrodestra, possono emergere candidati fortissimi, come Reagan, Clinton, Trump, Obama e Sanders, che possono battersi fino all’ultimo contro candidati altrettanto forti. Le Libertarie servono a massimizzare le possibilità di vincere, la forza del candidato che emerge come vincitore e a coagulare una coalizione unita e forte attorno a lui.

Studio queste cose da anni e vado in giro a proporre le Libertarie in Italia al centrodestra, al centrosinistra e al M5S. Il primo che le realizza ne trarrà il massimo vantaggio. Interessante la possibilità di realizzare le Libertarie comunali del centrodestra per il candidato sindaco di Pisa alle elezioni amministrative del 2018, ma gli orizzonti delle Libertarie sono molto più ampi.

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Si svolgeranno a Pisa le prime Libertarie

Saranno le Libertarie comunali per la scelta del candidato sindaco di centrodestra alle elezioni comunali del 2018.

L’annuncio è stato dato ai giornali da Gianluca Gambini, esponente di Forza Italia, che ha comunicato le modalità di funzionamento delle Libertarie comunali che potete consultare qui sotto. La proposta è stata accolta dalla Lega per voce di Susanna Ceccardi, da Pisa nel cuore, da Movimento Idea, da Pensare Pisa, dal Comitato NoMoschea, dal Comitato Il Popolo decide, da centinaia di elettori, simpatizzanti e cittadini. Speriamo di coinvolgere anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma soprattutto contiamo sul coinvolgimento dei cittadini, perché saranno loro, gli elettori, gli unici sovrani delle libertarie, senza alcuna interferenza da parte dei partiti tradizionali o dei loro apparati.

I cittadini, tramite la convention di 30 delegati, eletti in una sequenza di primarie a tappe (una circoscrizione per tappa), controlleranno l’applicazione delle regole, sanzioneranno chi le viola, le modificheranno in corso d’opera o per la volta prossima, scriveranno il programma elettorale, nomineranno il candidato sindaco di centrodestra a Pisa 2018.

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Chiunque sia eleggibile a sindaco si può candidare alla nomina per diventare il candidato sindaco di centrodestra. Non è richiesta alcuna raccolta di firme, non è richiesto il pagamento di alcuna somma.

Chiunque risieda in una circoscrizione di Pisa si può candidare a delegato di quella circoscrizione. Non è richiesta alcuna raccolta di firme, non è richiesto il pagamento di alcuna somma.

Chiunque risieda a Pisa e abbia una tessera elettorale valida potrà votare, gratuitamente. Non sarà richiesta l’adesione ai valori del centrodestra e non sarà richiesto alcun impegno a votare il candidato di centrodestra alle elezioni comunali. Le primarie sono aperte, che vuol dire che possono votare anche gli elettori che si sentono (e magari vogliono restare) di sinistra o del Movimento 5 Stelle.

Inoltre, gli elettori devono sapere che Libertarie6

La diluizione delle primarie in un percorso a tappe di 6 settimane, una per circoscrizione, più la convention, permette a tutti gli elettori, anche chi parte dalla condizione di perfetto sconosciuto, di colmare in breve tempo (due o tre tappe) il divario che lo separa dai favoriti e assurgere alla condizione di potersela giocare con chiunque per vincere.

Le Libertarie sono ispirate alle primarie americane per le elezioni presidenziali e in base ai dati di partecipazione a quelle possiamo stimare che voteranno almeno 6000 persone, più di quante sono andate a votare alle recenti primarie nazionali del PD nel comune di Pisa. Tuttavia, punteremo a portarne almeno 7000, ma ci accontenteremmo anche di 8000, 9000 o 10000.

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 Libertarie Comunali per Pisa 2018

Sono lo strumento che dà tutto il potere agli elettori e fa emer­gere la volontà popolare.

Permette a tutti gli elettori di candidarsi a sindaco con effettive possibilità di vincere.

Gli elettori, senza alcuna interferenza da parte degli apparati partitici, hanno modo di vagliare i candidati a sindaco ade­gua­­tamente, determinano il vincitore, scrivono il programma elettorale dei cittadini, supervisionano l’applicazione delle regole del processo di selezione, ne controllano l’applicazione, dirimono le controversie, sanzionano le violazioni. 

Le libertarie sono fatte di:

  • un “giro di Pisa’’ a tappe di elezioni primarie (una circoscrizione per tappa)
  • la convention dei delegati

Le elezioni primarie sono sequenzializzate su base circoscrizionale. Il voto è gratuito e ristretto ai residenti della circoscrizione possessori di tessera elettorale.

Qualunque elettore può candidarsi liberamente e gratuitamente:

  • alla nomina;
  • a fare il delegato alla convention comunale.

La nomina è la votazione con la quale la convention comunale nomina il candidato sindaco.

La convention comunale è l’autorità massima del processo di selezione. È composta di delegati, che sono elettori tra elettori (bibliotecaria, insegnante, cameriera, medico, commessa, tabaccaio, infermiera…). Il loro compito è unicamente quello di dedicare tre giorni del loro tempo per governare il processo di selezione e portare alla luce le istanze loro e dei loro concittadini.

Precisamente, la convention

  • nomina il candidato sindaco;
  • scrive il programma elettorale degli elettori;
  • controlla l’applicazione delle regole, sanziona le violazioni, dirime le controverse, modifica le regole in corso d’opera e per la volta successiva.

L’elettore che si candida a fare il delegato, comunica anticipatamente per quale candidato alla nomina intende votare alla conven­tion. Si impegna solen­ne­mente di fronte agli elettori a tenere fede alla promessa fatta.

In tutte le altre votazioni della convention, il de­le­gato è completamente libero. In particolare, non è tenuto a seguire le eventuali indi­ca­zioni del candidato alla nomina che si è impegnato a votare; anzi, è tenuto a rappresentare al me­glio la volontà dei suoi elettori, e solo quella.

Nelle primarie di circoscrizione, l’elettore esprime le sue preferenze per:

  • il candidato alla nomina,
  • i candidati delegati che si sono impegnati a votare quel candidato alla nomina.

Le preferenze per il candidato alla nomina determinano il numero dei delegati di circoscrizione che vengono eletti, tra coloro che si sono impegnati a votare quel candidato alla nomina. Le preferenze per i delegati determinano le identità dei delegati eletti.

Proprietà  

Le libertarie massimizzano il consenso e la risonanza mediatica.

Si dimostra che:

  • la sequenzializzazione e il dinamismo delle consultazioni danno luogo a un effetto-leva per cui un candidato outsider ha la possibilità, nelle prime due-tre tappe, di emergere dal nulla e colmare interamente lo svantaggio che lo separa da chi parte favorito nei sondaggi, per poi continuare bat­ten­dosi alla pari con gli altri;
  • gli sbarramenti e la sequenzializzazione rendono ininfluenti eventuali tentativi di “sabotaggio”;
  • la presenza della convention e la conseguente assenza di ogni apparato garanti­sco­no una trasparenza estrema;
  • l’estensione e tutti della possibilità di vincere, la possibilità di governare il pro­cesso di selezione facendo i delegati e la trasparenza della convention incre­men­ta­no no­te­volmente la partecipazione degli elettori;
  • la competizione articolata e diluita crea un evento di portata mediatica notevole, seguito con interesse dai mezzi di comuni­ca­zione per varie settimane, ciò che assicura pubblicità gratuita al movimento e al candidato vincitore.

 Calendario delle elezioni primarie 

Data

Circoscrizione

Numero delegati

Sistema elettorale per l’assegnazione dei delegati

12 febbraio 2018

1

3

proporzionale
19 febbraio 2018

3

4

proporzionale
26 febbraio 2018

2

3

proporzionale
5 marzo 2018

4

6

4 delegati al primo, 2 al secondo
12 marzo 2018

6

8

tutti i delegati al primo
19 marzo 2018

5

7

tutti i delegati al primo
 

 

31

 


Convention il 19-22 aprile 2018
 

Elezioni comunali: giugno 2018

Sono stato al Lingotto sabato 11  e domenica 12 marzo, dove si teneva l’incontro nazionale dei sostenitori di Renzi per le primarie del prossimo 30 aprile. L’impressione che ne ho tratto è estremamente deludente. Il PD non è un partito, ma un comitato elettorale, finalizzato a perorare la candidatura o ricandidatura di una ristretta cerchia di persone. Lo si capisce dal fatto che, consapevolmente o no, vengono messe in atto tutte le tecniche più sofisticate per respingere (non attrarre, ma respingere!) le persone che si avvicinano al “partito”. Se sei un elettore e vuoi contribuire gratuitamente alla loro causa, la prima reazione che troverai è l’indifferenza, la seconda è l’indifferenza e la terza è il fastidio. Praticamente, ogni volto nuovo viene visto come una potenziale minaccia alle possibilità di candidatura o ricandidatura delle persone della cerchia ristretta di cui sopra. In fondo si capisce, visto che le persone di quella cerchia sono cooptate dall’alto e quindi non sarebbero in grado di reggere una competizione elettorale vera contro avversari nuovi e freschi, magari più capaci di loro a raccogliere il consenso degli elettori. Il paragone coi partiti americani è veramente impietoso.

La conclusione è che il PD non è sostanzialmente diverso dagli altri “partiti” italiani che ho studiato. Colpiscono la paranoia nei confronti di chiunque vi si avvicini e l’estrema chiusura dei cosiddetti vertici. Così facendo si limita il bacino di persone che partecipano a queste e altre iniziative ad un manipolo di irriducibili aficionados (ci sono anche quelli che seguono la Ferrari a tutti i gran premi…) più gli ingenui che si avvicinano la prima volta e non capiscono cosa si trovano di fronte. Il risultato è che con un sistema partitico come quello italiano la competizione è al ribasso, e ciascun “partito” cerca di fermarsi un po’ meno in basso degli altri, per sperare di essere votato in base all’argomento che “gli altri sono ancora peggio, quindi dovete votare per noi”.

Mi sono anche fatto spiegare come funziona l’assemblea nazionale del PD, come vengono scelti i delegati. Anche qui, il paragone con la convention dei partiti americani è impietoso. Dove là c’è estrema apertura e libertà, qui c’è chiusura. Se là la convention governa il partito, qui l’assemblea nazionale ratifica decisioni proposte dai “vertici” del partito (che in Usa non esistono), se là i delegati sono liberi di interpretare la volontà dei loro elettori come meglio credono, qui sono vincolati ai candidati alla segreteria che hanno deciso di appoggiare.

Ho parlato delle mie idee a vari militanti. L’interesse da parte loro è effettivamente molto grande, ma decresce rapidamente quando si parla coi vertici. Chi arriva ai vertici di questi “partiti” di solito non ci arriva per consenso popolare, ma per cooptazione. Pertanto, non ha alcuna idea di cosa sia veramente un’elezione, o cosa sia la volontà popolare. Crede di essere diventato un VIP, e dunque “se la tira”. Un comportamento disgustoso, ma molto diffuso. Se negli Usa un rappresentante eletto ignorasse le email dei suoi elettori la pagherebbe molto cara alle primarie successive, perché nessuno gli garantisce la ricandidatura, se non appunto gli elettori.

La seconda conclusione è una conferma di quanto teorizzato fin qui su questo sito, cioè che questo sistema partitico è facilmente battibile usando il format delle libertarie.

Mio intervento alla Convenzione Blu dei Conservatori e Riformisti, tenutasi a Roma il 5-6 novembre 2016.

Probabilmente l’ultimo intervento della serie. La mia impressione è che ormai questo movimento si stia accartocciando sui rituali dei vecchi partiti, cioè cercare accordicchi con le altre forze politiche (Lega e Fratelli d’Italia), per fare, se va bene, primarie d’apparato tipo quelle del PD. Il progetto delle Libertarie ormai lo conoscono, se mai lo vorranno realizzare troveranno sempre la nostra disponibilità. Per il momento, lasciamo che seguano la loro strada. Si sa mai che serva loro di lezione, anche se è lecito dubitarne.

Il progetto prosegue su binari alternativi già attivati, di cui fornirò notizie al momento debito.

Clicca sull’immagine per le trasparenze dell’intervento.

Verso le Libertarie Cortina 2016

I Conservatori e Riformisti hanno delle ottime chances di realizzare, da soli, le libertarie per il candidato premier, grazie all'”effetto Jordan” che riduce lo sforzo organizzativo a quello delle prime tre consultazioni regionali, per quanto siano di piccole dimensioni. Per esempio, in Italia potrebbero essere Molise, Basilicata, Abruzzo. [Hamilton Jordan fu il braccio destro di Jimmy Carter e il primo a capire la dinamica delle primarie presidenziali americane. I suoi preziosi consigli permisero a Carter, nel 1976, di passare dall’anonimato a presidente in dieci mesi.]

Sono intervenuto al convegno dei Conservatori e Riformisti “Verso la Convenzione Blu”, tenutosi a Cortina d’Ampezzo nei giorni 24 e 25 settembre 2016. Nel mio discorso ho fornito nuovi dettagli su cosa sono e come funzionano le libertarie, e ho spiegato come l’effetto Jordan riesce ad agire come catapulta per lanciare candidati emergenti verso la vittoria finale.

Leggi le trasparenze relative al mio intervento cliccando su
Verso le Libertarie Cortina 2016

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