Le Libertarie Pisane 2018

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Nuovo intervento sulle Libertarie, in cui illustro alcuni dettagli della proposta di legge. Stavolta il convegno si è svolto a Torino il 24/10/2015, organizzato da una serie di simpatizzanti dei Conservatori e Riformisti. Ecco la presentazione in versione aggiornata rispetto a quella di Cortina.

Pres Libertarie

Ecco il mio intervento al convegno “La libertà che cerchiamo“, Cortina d’Ampezzo, 20/9/2015, ore 10.30, organizzato dai Conservatori e Riformisti, dove espongo la proposta di legge delle Libertarie. Il programma della conferenza può essere letto qui.

Pres Libertarie

Le libertarie potrebbero diventare legge dello stato? Quale sarebbe la legge migliore possibile per realizzarle in Italia? E in Europa? Mi sono posto queste domande, stimolato da alcuni colleghi.

In questo post presento la proposta di legge che ho elaborato. Si riferisce alle libertarie nazionali, cioè quelle che selezionano i candidati alla carica di presidente del consiglio. Essa può essere facilmente adattata alle libertarie europee, regionali e comunali, per la selezione, rispettivamente, dei candidati alla carica di presidente della commissione europea, dei candidati alla carica di governatore di regione e dei candidati alla carica di sindaco.

L’idea di fondo delle libertarie legali può essere riassunta così: può votare chiunque, può candidarsi chiunque, ciascuno è controllore di tutti gli altri. I ruoli dei partiti e degli elettori sono capovolti: non sono i partiti che fanno le primarie, ma i cittadini (in realtà, i comuni). La ragione di questo è che la propensione dei partiti al litigio e a perdere tempo sconsiglia di dare loro l’iniziativa. Con l’impostazione che ho dato dovrebbe essere molto più facile superare le divisioni.

Ecco come funziona, in breve: la legge stabilisce che, in date certe e in certi luoghi, si vota (prima in Molise, poi in Basilicata, ecc.), contemporaneamente per due poli distinti, il “polo U” e il “polo C“. Chi si vuole schierare, o candidare, e chi vuole votare lo sa, e si organizza di conseguenza. I partiti, se vogliono, sfruttano questa opportunità facendo scendere in campo candidati loro, o appoggiandone altri. I partiti che non sono convinti lasceranno correre, ma poi si accorgeranno (troppo tardi) dell’errore commesso.

Una serie di trucchi implementati “in automatico” usati comunemente in USA (per es.: se voti per un polo non puoi votare per l’altro), oltre alla sequenzializzazione delle primarie e la convention dei delegati come autorità massima e di controllo, fanno sì che gli eventuali tentativi di corruzione, manipolazione, sabotaggio e brogli non abbiano molte possibilità di successo.

La sequenzializzazione supera molti problemi da sè. Per esempio, non sono necessari albi dei candidati e degli elettori, oppure preventive raccolte di firme. Inoltre, le schede elettorali sono fogli qualunque, gli scrutatori sono volontari, non c’è bisogno di matite copiative, ecc. Alla fine, i costi sono minimi.

I partiti e le coalizioni che ne fanno richiesta possono usufruire di libertarie esclusive. Ciò vuol dire che un riquadro della scheda elettorale sarà dedicato alla scelta del loro candidato. Possono restringere le candidature alla nomina e l’elettorato ammesso a votare.

La proposta è stata inviata a D. Capezzone il 21/06/2015 e consta di dieci articoli. Eccola.

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Proposta di legge denominata “libertarie”

per la selezione dei candidati alla presidenza del consiglio

Art. I – Finalità e norme generali

1. La presente legge regola le modalità con le quali gli elettori selezionano i candidati alla carica di presidente del consiglio e i candidati a subentrare al loro posto, supervisionano l’applicazione delle regole del processo di selezione, approvano il programma elettorale e modificano le regole stesse.
2. Le procedure, brevemente denominate “libertarie”, consistono di una sequenza di elezioni primarie regionali, seguite dalla convention dei delegati. Possono avvalersi delle libertarie i partiti politici, le coalizioni di partiti e gli elettori e candidati indipendenti.
3. La scelta del candidato presidente del consiglio è detta “nomina”. Essa spetta alla convention.
4. Può candidarsi alla nomina, o essere candidato alla nomina, chiunque possa ricoprire la carica di presidente del consiglio.
5. Le libertarie offrono al presidente della repubblica uno strumento per consultare gli elettori sulla scelta della persona a cui affidare l’incarico di formare il governo. Danno ai cittadini la possibilità di indicare al presidente della repubblica i propri candidati a presidente del consiglio. I partiti politici, le associazioni e i gruppi di cittadini, possono avvalersi delle libertarie per rafforzare l’indicazione al presidente della repubblica.
6. Alla convention nazionale partecipano i delegati regionali. Si può candidare a delegato qualunque elettore residente nella regione che non ricopra cariche pubbliche o di partito.
7. Ciascun candidato delegato si impegna pubblicamente e con dovuto anticipo, a sostenere, nei limiti stabiliti dalla presente legge, un candidato alla nomina.
8. Le elezioni primarie regionali determinano il numero di delegati che sostengono i candidati alla nomina.
9. Può votare alle elezioni primarie regionali qualunque cittadino resieda nella regione e sia in possesso della tessera elettorale e di un documento di identità.
10. Un soggetto giuridico può donare a un candidato alla nomina, in unica soluzione o più soluzioni, fino a un massimo di 1000 euro, durante l’arco temporale coperto dalle libertarie, i quattro mesi precedenti e i tre mesi successivi. Il superamento del tetto massimo è soggetto ad una sanzione amministrativa pari a venti volte l’ammontare in eccesso.
11. Nel caso una o due camere siano sciolte anticipatamente, le elezioni politiche nazionali sono tenute nella prima domenica che segue il 63esimo giorno dallo scioglimento.

Art. II – Gli schieramenti

1. A richiesta, i partiti rappresentati da un gruppo parlamentare alla Camera e/o al Senato possono usufruire di libertarie esclusive. In tal caso, sulla scheda elettorale delle elezioni primarie è presente un riquadro specifico dove gli elettori possono votare il candidato del partito.
2. Anche le coalizioni di cui faccia parte almeno un partito rappresentato da un gruppo parlamentare alla Camera e/o al Senato hanno diritto a libertarie esclusive.
3. Gli elettori e i candidati indipendenti, così come i partiti che non si avvalgono di libertarie esclusive, possono avvalersi di libertarie inclusive, relative a due poli civici distinti. Ai fini della presente legge, tali schieramenti sono denominati per comodità “polo U”  e “polo C”. Le libertarie prevedono che siano gli stessi elettori, ed eventualmente i partiti che vi confluiscono, a identificare politicamente i poli U e C.
4. La presentazione delle candidature alla nomina dei poli U e C non richiede particolare formalizzazione e non è soggetta a vincoli temporali o altre restrizioni. ? compito e interesse di chi desidera candidarsi alla nomina, o candidare altri, far conoscere al pubblico la sua intenzione, nei modi che preferisce. Può includere il suo nome nel sito web delle libertarie messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

Art. III – Il giro d’Italia

1. L’insieme costituito dalle elezioni primarie regionali e dalla convention è detto anche “giro d’Italia”.
2. Il giro d’Italia è previsto in tre versioni: standard, accelerata e semi-accelerata. Si applica la versione standard se la legislatura ha scadenza naturale. Si applica una delle altre due versioni in caso di scioglimento anticipato di una o due camere.
3. Il giro standard consiste di sedici tappe, nelle quali si vota alle elezioni primarie regionali, più la convention nazionale. Le tappe sono separate l’una dall’altra da un arco temporale pari ad una settimana, con un’eventuale pausa di una settimana per natale, pasqua e ferragosto. La data della prima tappa è la prima domenica che cade almeno quattro anni e quattro mesi dopo le elezioni politiche nazionali.
4. Nel caso una o due camere siano sciolte anticipatamente e lo scioglimento anticipato abbia luogo a meno di quattro anni e quattro mesi dalle elezioni politiche nazionali, si adotta la versione accelerata del giro d’Italia, fatta di sette tappe e la convention, senza interruzioni per festività. Si comincia la seconda domenica successiva allo scioglimento delle camere, e si procede secondo la sequenza accelerata. Numerando le tappe della sequenza standard da i a xvi, la sequenza accelerata è
a) i e ii
b) iii e iv
c) v e vi
d) vii e viii
e) ix e x
f) xi, xii e xiii
g) xiv, xv e xvi
Le convention del giro accelerato si riuniscono il nono, ottavo e settimo giorno prima delle elezioni politiche.
5. Nel caso lo scioglimento anticipato abbia luogo a più di quattro anni e quattro mesi dalle elezioni politiche nazionali, il giro d’Italia è ottenuto combinando il giro standard, per la parte già svolta, con quello accelerato, per la parte ancora da svolgere. La seconda parte, convention inclusa, è anticipata per raccordarsi alla prima, in modo che tra una tappa e la successiva passi una settimana.

Art. IV – Le prime libertarie

1. La sequenza di tappe del giro standard relativo alle prime libertarie è la seguente:
i. Molise
ii. Basilicata
iii. Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia
iv. Veneto
v. Calabria
vi. Puglia
vii. Marche
viii. Umbria e Abruzzo
ix. Liguria
x. Piemonte e Valle d’Aosta
xi. Lazio e Sardegna
xii. Campania
xiii. Toscana
xiv. Emilia-Romagna
xv. Sicilia
xvi. Lombardia
2. Le convention nazionali si riuniscono quattro settimane dopo l’ultima tappa. I loro lavori durano quattro giorni.
3. Il numero totale dei delegati dei poli U e C è 1409. Essi sono così ripartiti: Lombardia 223, Campania 141, Lazio 124, Sicilia 122, Veneto 112, Piemonte 105, Puglia 100, Emilia-Romagna 99, Toscana 87, Calabria 50, Sardegna 40, Liguria 39, Marche 37, Abruzzo 31, Friuli-Venezia Giulia 30, Trentino-Alto Adige 23, Umbria 20, Basilicata 15, Molise 8, Valle d’Aosta 3.
4. La convention nazionale del polo U si riunisce a Pisa, quella del polo C a Verona.
5. Le convention nazionali sono organizzate dai comuni che le ospitano.
6. Le segreterie dei partiti che intendono avvalersi di libertarie esclusive ne danno comunicazione al Ministero dell’Interno entro il quarto anno e quarto mese dalle precedenti elezioni politiche, oppure, nel caso di scioglimento anticipato delle camere, entro quattro giorni dallo stesso. In tale comunicazione, specificano se intendono avvalersi delle libertarie esclusive come partiti o all’interno di una coalizione. Nel secondo caso comunicano un alias per identificare la coalizione sulla scheda elettorale.
7. La presentazione delle candidature alla nomina dei partiti e/o coalizioni che usufruiscono di libertarie esclusive è soggetta a regole stabilite autonomamente dagli stessi partiti e/o coalizioni. Le segreterie dei partiti comunicano i nomi dei candidati e/o le regole per la presentazione delle candidature al Ministero dell’Interno con dovuto anticipo affinché vengano pubblicati sul sito delle libertarie.
8. I numeri dei delegati regionali delle libertarie esclusive dei partiti e/o coalizioni, così come le loro distribuzioni regionali e le località delle convention, sono stabiliti autonomamente dai partiti e/o coalizioni, e comunicati dalle loro segreterie con dovuto anticipo al Ministero dell’Interno.

Art. V – La convention nazionale

1. La convention nazionale vota la nomina del candidato presidente del consiglio e quella del candidato a subentrargli. Inoltre, scrive il programma elettorale, dirime le controversie, stabilisce le regole delle libertarie successive ed elegge i membri del comitato nazionale.
2. Su tutte le questioni che riguardano le libertarie la convention è autorità massima. Può prendere qualunque decisione ritenga necessaria, senza alcun tipo di vincolo. Le sue decisioni sono insindacabili.
3. Una proposta è approvata dalla convention se ottiene la maggioranza dei voti dei presenti. Le votazioni sono palesi.
4. La convention stabilisce le sue stesse regole e procedure, stabilisce le regole delle libertarie successive, e dirime qualunque controversia inerente le libertarie in corso.
5. Le eventuali dispute sulle composizioni delle delegazioni e la loro legittimità sono risolte dalla convention in assenza dei delegati appartenenti alle delegazioni contestate. La convention può anche ammettere, al posto delle delegazioni contestate, delegazioni alternative. Le delegazioni alternative possono essere proposte alla convention da chiunque, anche in assenza di contestazioni, purché selezionate con un metodo che garantisca il rispetto della volontà degli elettori.
6. La convention può decidere di punire le regioni che sono per qualsivoglia motivo inadempienti, riducendo a suo piacimento il loro numero di delegati, o il valore del loro voto.
7. La legittimità di una delegazione è fondata sul riconoscimento da parte delle delegazioni delle altre regioni. In caso di contestazioni reciproche su vasta scala, la convention è costituita da qualunque insieme di delegazioni regionali che si legittimano reciprocamente, selezionate con qualunque metodo garantisca il rispetto della volontà degli elettori, fino al caso estremo di più convention autolegittimantesi che si ritengano rappresentative dello stesso polo, partito o coalizione.

Art. VI – I delegati

1. I delegati alla convention rappresentano gli elettori e i candidati alla nomina che si sono impegnati a sostenere.
2. Nella votazione della nomina, i delegati sono tenuti a votare per il candidato alla nomina che si sono impegnati a sostenere, salvo diversa indicazione da parte dello stesso.
3. In tutte le altre votazioni della convention, i delegati hanno completa discrezionalità su come rappresentare al meglio la volontà degli elettori, e non sono tenuti a seguire le eventuali indicazioni del candidato alla nomina che si sono impegnati a sostenere.
4. I delegati alla convention provvedono personalmente alle proprie spese di viaggio, vitto e alloggio. Nel caso in cui gli organizzatori abbiano disponibilità di fondi, i delegati possono essere rimborsati delle spese sostenute, purché documentate, fino a un massimo uguale per tutti.

Art. VII – I lavori della convention

1. I lavori della convention cominciano il mattino alle ore 9.00 e terminano la sera alle ore 18.00.
2. Risolte le contestazioni, i delegati discutono ed approvano le eventuali modifiche alle regole delle libertarie, come la sequenza standard, la località della convention successiva, il numero di delegati totali, il numero di delegati di ciascuna regione (tenendo conto, se ritenuto opportuno, della diversa forza del partito, coalizione o polo nelle diverse regioni), il metodo di calcolo dei delegati assegnati ai candidati alla nomina nelle varie tappe, eccetera.
3. Nel caso delle libertarie esclusive dei partiti e/o coalizioni, i delegati discutono ed approvano anche eventuali modifiche alle regole per le candidature alla nomina ed eventuali forme di chiusura delle primarie. In quel caso, specificano le restrizioni all’elettorato ammesso a votare e le regole per la formazione dell’albo degli elettori.
4. Terminata  la discussione sulle regole, i delegati discutono ed approvano il programma elettorale.
5. Approvato il programma elettorale, i delegati votano la nomina del candidato presidente del consiglio.
6. Per garantire che la volontà degli elettori sia rispettata anche nel caso in cui il presidente del consiglio sia impossibilitato a insediarsi, o costretto per qualsivoglia motivo alle dimissioni prima della scadenza naturale della legislatura senza possibilità di reincarico, la convention elegge il candidato a subentrare al suo posto, su proposta del candidato nominato.
7. Dalle ore 19.00 in poi la convention ospita interventi e comizi. Tra questi, gli interventi del candidato nominato e del candidato a subentrargli.
8. Prima di aggiornare i suoi lavori, la convention nomina il comitato nazionale. Raccolti i nomi dei delegati disponibili, stabilisce l’ordine secondo il quale essi saranno membri del comitato, avendo cura di alternare per quanto possibile un uomo e una donna. Ciascun membro rimane in carica per una durata di sei mesi. L’ordine è ciclico, per cui dopo che tutti i delegati nominati hanno esercitato il loro mandato, si ricomincia dall’inizio.
9. I lavori della convention, gli interventi e i comizi, sono pubblici e possono essere divulgati da chiunque in qualunque forma e gratuitamente.
10. I costi della convention gravano sugli organizzatori. Possono essere coperti mediante sponsorizzazioni e donazioni. Gli eventuali guadagni spettano agli stessi organizzatori.

Art. VIII – Il comitato nazionale

1. Il comitato nazionale si occupa delle questioni relative alle libertarie quando la convention non è riunita. ? sottoposto alla convention. Agisce su mandato e indicazione della convention stessa. Si riunisce telematicamente e prende decisioni con la maggioranza dei due terzi e votazioni palesi.
2. Il comitato nazionale è composto da delegati alla convention, in numero pari al 5% del totale, arrotondato in eccesso. Ciascun delegato ricopre l’incarico per sei mesi. Nel caso di rinunce, diventano membri i primi delegati non membri che appaiono nell’ordine ciclico stabilito dalla convention.
3. Se il comune incaricato di ospitare la convention rinuncia all’incarico, il comitato nazionale individua ed approva una località alternativa e/o un organizzatore alternativo, anche privato.
4. Se il candidato a subentrare ottiene l’incarico di formare il governo dal presidente della repubblica, il comitato nazionale elegge un nuovo candidato a subentrare, su indicazione del presidente subentrato. Si procede similmente ogni volta che un candidato a subentrare ottiene l’incarico di formare il governo.
5. I comitati nazionali dei tre partiti, coalizioni o poli che raccolgono più voti nelle libertarie si scambiano informazioni, con i metodi e tempi che ritengono opportuni, sulle proposte di modifica della sequenza standard formulate dalle rispettive convention. In base a quelle, cercano un accordo per proporre una nuova sequenza standard per le libertarie successive. Se la nuova sequenza proposta viene approvata dai tre comitati nazionali entra in vigore e sostituisce la precedente. In qualunque altro caso rimane valida la sequenza standard precedente.
6. La nuova sequenza standard approvata dai comitati nazionali non ha valore di legge, ma di raccomandazione. Lo stesso vale per tutte le modifiche alle regole delle libertarie approvate dalle convention.

Art. IX – Il voto

1. Il Ministero dell’Interno mette a disposizione un sito web, qui chiamato “sito delle libertarie”, in cui sono raccolti i partiti e le coalizioni che usufruiscono di libertarie esclusive, le liste dei candidati alla nomina, i link alle loro pagine web personali, i nomi dei candidati delegati che li sostengono, i numeri dei delegati regionali, le date delle elezioni primarie regionali, le sedi dei seggi elettorali, i dettagli sulle operazioni di voto, i nomi degli scrutatori, i risultati delle elezioni primarie regionali, i nomi dei delegati eletti, e qualunque altra informazione sia ritenuta utile.
2. Il comune determina le sedi dei seggi elettorali, distribuite uniformemente sul territorio, in numero pari ad almeno un terzo delle usuali sezioni elettorali. Sono preferibili palestre e luoghi con ampi spazi aperti. Le sedi sono comunicate al pubblico tramite il sito web del comune e il sito delle libertarie.
3. Il comune fornisce urne e schede elettorali. In caso di bisogno gli scrutatori o gli elettori possono fornirne di propri. Le urne sono contenitori rigidi trasparenti, in modo che sia possibile controllare la presenza di schede elettorali dall’esterno. Ai seggi sono presenti zone appartate dove gli elettori possono votare senza essere visti.
4. L’urna è unica per ogni seggio, posta in un punto ben visibile dietro il banco degli scrutatori.
5. Un incaricato del comune apre il seggio elettorale alle ore 7.30.
6. Gli scrutatori sono volontari, iscritti nelle liste elettorali della regione e muniti di un dispositivo proprio (quale tablet, smartphone o computer) dotato di connessione internet e browser. Essi si presentano all’apertura di un seggio di loro scelta, nella regione di residenza, e dichiarano la loro disponibilità a fare gli scrutatori.
7. L’incaricato del comune invia telematicamente i numeri di tessera elettorale degli scrutatori al sito delle libertarie, che pubblica i loro nomi. Consegna agli scrutatori le urne e le schede elettorali.
8. Si vota dalle 8.00 alle 19.00. L’elettore può recarsi a votare in qualunque seggio della regione in cui risiede.
9. L’elettore si presenta al seggio esibendo la tessera elettorale e un documento di identità. Uno scrutatore trasmette telematicamente il numero di tessera elettorale al sito delle libertarie. Se lo scrutatore riceve conferma che l’elettore non ha già votato, gli consegna una scheda elettorale.
10. La scheda elettorale consta di un unico foglio di comune carta bianca opaca. Una facciata del foglio è vuota, mentre l’altra facciata è divisa in riquadri di uguali dimensioni.
11. In ciascun riquadro è presente un’intestazione recante il nome del partito, della coalizione o del polo, e una riga orizzontale. Nel caso di coalizione è riportato il suo alias e la lista dei partiti che la compongono.
12. L’elettore vota il candidato alla nomina del partito, coalizione o polo preferito scrivendo il suo nome sulla riga corrispondente. Può votare il candidato di un solo partito, coalizione o polo, pena l’annullamento del voto.
13. Dopo aver votato, l’elettore piega la scheda elettorale in quattro e la consegna allo scrutatore, che la deposita nell’urna.
14. Le operazioni di voto sono pubbliche. Qualunque cittadino può presenziare in qualunque momento, filmare o fotografare e pubblicare in qualsivoglia modo le operazioni di voto e divulgare informazioni sulle stesse.
15. Non esiste periodo di silenzio elettorale. La campagna elettorale è permessa anche a urne aperte.
16. Lo spoglio è pubblico e avviene appena concluse le votazioni. I presenti possono fotografare, filmare e pubblicare in qualsivoglia modo le operazioni di spoglio. Possono comunicare i risultati parziali in qualunque momento e in qualsivoglia forma.
17. Il voto appartiene all’elettore e non può essere annullato a meno ché non sia possibile fare altrimenti (voto multiplo, voti in più riquadri, scritte incomprensibili, ecc.). La segretezza del voto alle elezioni primarie non è un obbligo, ma un diritto. Il voto non è annullabile per la presenza di segni di riconoscimento, salvo quando è impossibile capire chi è il candidato votato. L’elettore può fotografare la scheda elettorale votata e pubblicarla su internet, anche a urne aperte. Può anche votare utilizzando un proprio foglio di carta, scrivendoci sopra il nome del candidato alla nomina e il nome del partito, coalizione o polo corrispondente.
18. Ogni cittadino presente è controllore delle operazioni di voto e spoglio.
19. Concluse le operazioni di spoglio, gli scrutatori comunicano i risultati al pubblico presente e li inviano telematicamente al sito delle libertarie.
20. Nel caso le amministrazioni comunali siano inadempienti per qualsivoglia motivo, i cittadini possono organizzarsi liberamente per convocare elezioni primarie autonome e sottoporre delegazioni alternative alla convention. In tutti gli altri casi di inadempienza, incertezza o contestazione si procede collo spirito indicato in questa legge.
21. Le elezioni primarie del giro d’Italia sono per definizione primarie aperte. Tuttavia, i partiti e le coalizioni che usufruiscono di primarie esclusive possono optare per primarie chiuse, restringendo il diritto di voto ad un insieme di elettori determinato con criteri propri. A tale scopo, inviano al sito delle libertarie, con dovuto anticipo, la lista degli aventi diritto al voto, identificati dal numero della tessera elettorale. Tale lista è denominata “albo degli elettori” del partito o coalizione.
22. Quando lo scrutatore invia al sito delle libertarie il numero di tessera elettorale dell’elettore per verificare se ha già votato o meno, viene informato in automatico della eventuale appartenenza dell’elettore all’albo di un partito o coalizione. Lo scrutatore appone questa informazione, assieme alla propria firma e al proprio numero di tessera elettorale, sulla scheda elettorale che consegna all’elettore.  Se un elettore appartiene a più albi, lo scrutatore li riporta tutti.
23. Concluso lo spoglio, le schede elettorali così segnate sono consegnate ai rispettivi i partiti o coalizioni per il riconteggio autonomo. Nel caso l’elettore appartenenga a più albi, i partiti decidono autonomamente che valore dare al suo voto.

Art. X – La selezione dei delegati

1. I voti alle elezioni primarie regionali determinano il numero di delegati regionali che sostengono ciascun candidato alla nomina.
2. Nelle tappe i-x della sequenza standard, l’assegnazione del numero di delegati ai candidati alla nomina avviene secondo il metodo proporzionale con il seguente sbarramento crescente: 5% nelle tappe i-iv, 10% nelle tappe v-viii, 15% nelle tappe ix-x. Nelle tappe xi, xii e xiii il 50% dei delegati sono vinti dal primo classificato, mentre il rimanente 50% è distribuito tra gli altri candidati in modo proporzionale con sbarramento al 15%. Nelle tappe xiv, xv e xvi tutti i delegati sono assegnati al primo classificato.
3. Nelle sequenze accelerata e semiaccelerata le regole di assegnazione dei delegati seguono da quelle relative alla sequenza standard secondo gli accorpamenti di cui ai punti 4 e 5 dell’art. III.
4. I delegati che sostengono un candidato alla nomina sono selezionati mediante raduni di sostenitori.
5. I delegati regionali sono ripartiti su base provinciale, in proporzione alla popolazione della provincia. Prima e/o dopo le elezioni primarie regionali, il candidato alla nomina convoca pubblicamente e con un anticipo di almeno 5 giorni, un raduno di suoi sostenitori nelle province interessate.
6. Gli elettori convenuti che desiderano candidarsi a fare i delegati in sostegno del candidato alla nomina si presentano e comunicano la loro intenzione agli altri. I partecipanti fanno interventi per esprimere le loro posizioni.
7. Durante e/o dopo la discussione, si procede colle votazioni, in modo palese. Sono eletti i candidati che ricevono la maggioranza dei voti dei presenti. I delegati eletti devono essere per metà uomini e metà donne, salvo resti o mancanza di candidati di uno dei due sessi.
8. Eletti i candidati, i convenuti approvano l’ordine degli stessi, avendo cura di alternare un uomo e una donna. Lo stesso elenco fornisce anche i sostituti dei delegati impossibilitati a partecipare o non ammessi alla convention.
9. Eventuali posti mancanti sono riempiti con ulteriori raduni post-primarie, seguendo uno schema simile.
10. Ultimate le procedure di voto, uno o più elettori, scelti dai convenuti, comunicano al sito delle libertarie la lista dei delegati eletti, i numeri delle loro tessere elettorali e i numeri delle proprie.
11. Chiunque può filmare, fotografare e divulgare in qualsivoglia modo ciò che avviene nei raduni.

Ecco la proposta dettagliata delle Libertarie, cioè le primarie sequenziali in crescendo con convention, per la nomina del candidato premier del centrodestra e la scrittura delle regole e del programma elettorale.

PDF

Consegnata ad alcuni personaggi politici (Raffaele Fitto, Daniele Capezzone, Maurizio Bianconi) il 21 febbraio 2015. Esse costituiscono il modello base per un partito senza apparato, che funziona unicamente come macchina per fare emergere la volontà popolare, pertemmere agli elettori di candidarsi con effettive possibilità di vincere, selezionare tutti i candidati, scrivere il programma elettorale, decidere le regole del partito, controllarne l’applicazione e dirimere tutte le controversie.image001

Regione

Numero delegati

 

Regione

Numero delegati

Lombardia

223

Sardegna

40

Campania

141

Liguria

39

Lazio

124

Marche

37

Sicilia

122

Abruzzo

31

Veneto

112

Friuli-Venezia Giulia

30

Piemonte

105

Trentino-Alto Adige

23

Puglia

100

Umbria

20

Emilia-Romagna

99

Basilicata

15

Toscana

87

Molise

8

Calabria

50

Valle d’Aosta

3

Le libertarie sono elezioni primarie sequenzializzate su base regionale con un meccanismo in crescendo, per la nomina del candidato premier. Nelle libertarie gli elettori possono candidarsi liberamente e votare liberamente e gratuitamente. Esprimono preferenze per i candidati delegati alla convention. Sulla scheda elettorale ogni candidato delegato è abbinato al candidato alla nomina che intende votare alla convention. I delegati sono “elettori scelti da elettori”, non funzionari di partito.

Si vota in 13 date distinte, nell’arco di 13 settimane, con una pausa intermedia. Ogni regione sceglie un numero di delegati proporzionale alla sua popolazione. Ogni candidato alla nomina ottiene un numero di delegati calcolato in base ai voti di preferenza raccolti nella regione, usando un sistema di attribuzione “in crescendo”, cioè prima proporzionale, poi proporzionale con premio di maggioranza, e infine vincitore-piglia-tutto.

I delegati eletti partecipano alla convention, che nomina il candidato premier, modifica le regole delle libertarie e scrive il programma elettorale.

La diluizione temporale e territoriale massimizza il consenso, la risonanza mediatica e la raccolta di donazioni. Gli sbarramenti e la sequenzializzazione rendono ininfluenti eventuali tentativi di “sabotaggio” .

Diluendo la competizione si crea un evento di portata mediatica straordinaria. Per mesi l’attenzione dei mezzi di comunicazione è concentrata sulla competizione e sulla convention. I candidati emergenti, outsider e non, sono intervistati e scrutinati, si guarda al loro passato, si confrontano le loro idee e i loro programmi, si discute di previsioni, strategie e dell’andamento della raccolta di fondi.

Ipotesi:

elezioni politiche il 24-25 aprile 2016

Calendario delle elezioni primarie

Data

Regione

Sistema elettorale

 15 novembre 2015

 Molise  proporz. con sbarr. al 10%

 22 novembre 2015 

 Trentino Alto Adige  proporz. con sbarr. al 10%
 29 novembre 2015  Basilicata  proporz. con sbarr. al 15%
 6 dicembre 2015  Liguria  proporz. con sbarr. al 15%
 13 dicembre 2015  Umbria, Abruzzo  proporz. con sbarr. al 20%
 20 dicembre 2015  Calabria, Marche  proporz. con sbarr. al 20%

 

Pausa natalizia

 

 17 gennaio 2016  Lombardia  proporz. con sbarr. e premio
 24 gennaio 2016  Sicilia, Sardegna  proporz. con sbarr. e premio
 31 gennaio 2016  Lazio  proporz. con sbarr. e premio
 7 febbraio 2016  Puglia, Campania  tutti i delegati al primo
 14 febbraio 2016  Veneto, Friuli-Venezia Giulia  tutti i delegati al primo
 21 febbraio 2016  Toscana, Emilia-Romagna  tutti i delegati al primo
 28 febbraio 2016  Piemonte, Valle d’Aosta  tutti i delegati al primo

“Proporzionale con sbarramento e premio” vuol dire: il primo classificato ottiene il 60% dei delegati (o la frazione corrispondente alla sua percentuale di voti, se superiore), il resto è assegnato con metodo proporzionale e sbarramento al 20%

Convention: 18-20 marzo 2016

La Convention nomina il candidato premier a maggioranza assoluta, scrive ed approva il programma elettorale, scrive ed approva le regole del partito (regole della convention, regole delle libertarie successive, tempistica, convocazione, ecc.), dirime le controversie.

I lavori della convention durano alcuni giorni. I delegati eleggono comitati di una cinquantina di persone incaricati di attuare le disposizioni della convention dopo il suo aggiornamento, fino alla convention successiva.

Il candidato premier sceglie il candidato vicepremier. La Convention nomina il candidato vicepremier a maggioranza assoluta. Entrambi i candidati nominati tengono discorsi di investitura a chiusura della Convention.

Sperabilmente, la Convention stabilisce che “vicepremier” è colui che diventa premier nel caso in cui il premier rinunci prima o durante il mandato, per qualunque motivo. Questo serve a ridurre i rischi di caduta del governo.

La Convention si chiude con l’apertura della campagna elettorale per le elezioni generali.

Scheda elettorale e modalità di voto

Fac simile:

□ Outsider □ Cand ____________
□ Del Outsi  1 □ Del Cand 1 ________ ________
□ Del Outsi  2 □ Del Cand 2 ________ ________
□ Del Outsi  3 □ Del Cand 3 ________ ________

Ogni colonna contiene il nome di un candidato alla nomina e i nomi dei candidati delegati che lo sostengono. È aggiunta una colonna bianca per dare all’elettore la possibilità di votare un candidato alla nomina e candidati delegati diversi da quelli elencati sulla scheda elettorale.

L’elettore può votare il candidato alla nomina ed esprimere un numero massimo di preferenze per i suoi candidati delegati. Questo numero è pari al numero totale di delegati da eleggere nella provincia.

La ripartizione dei delegati regionali vinti da un candidato alla nomina tra i collegi provinciali è determinata proporzionalmente, in base alle preferenze raccolte dal candidato alla nomina nelle province. In ciascuna provincia sono eletti i delegati che hanno ottenuto più preferenze tra quelli abbinati al candidato alla nomina.

Alle libertarie possono votare coloro che risiedono nella regione, hanno diritto di voto e dichiarano di essere intenzionati a votare per il centrodestra alle elezioni generali.

Ogni elettore che si dichiara elettore di centrodestra può candidarsi alla nomina. La candidatura alla nomina va presentata separatamente in ogni regione, raccogliendo un certo numero di firme in quella regione (molto basso, per esempio uguale a 3 volte il numero totale di delegati che spettano alla regione).

Per presentare la propria candidatura a delegato, il candidato delegato deve raccogliere un modesto numero di firme nella provincia (per es. 2 volte il numero teorico di delegati spettanti alla provincia) e dichiarare il nome del candidato alla nomina che intende sostenere alla convention, oppure dichiararsi indipendente.

Il sostegno di un candidato delegato per un candidato alla nomina è soggetto all’approvazione del candidato alla nomina. Il candidato alla nomina deve approvare comunque un numero di candidati delegati pari al doppio dei delegati spettanti alla provincia. Se i candidati delegati sono minori di quel numero, deve approvarli tutti.

Simulazione di libertarie nazionali e attribuzione dei delegati ai candidati

Si presentano sei candidati: tre outsider e quattro candidati noti, Cand, Candi, Candid e Candida. Quattro si ritirano durante le primarie e tre arrivano in fondo. Le prime sei tornate tengono accesa la competizione, perché i delegati sono assegnati con metodo proporzionale, seppur con lo sbarramento. Le altre tornate proiettano velocemente il vincitore verso la maggioranza assoluta dei delegati, che gli vale la nomina. In questo schema, un outsider emerge con sorpresa nel Molise, dove però vince un solo delegato, poi ben figura in Trentino e in Basilicata, vince in Liguria e da allora diventa inarrestabile.

Outsider 1

Cand

Candi

Candid

Candida

Outsider 2

Outsider 3

Mol

1

2

5

Ritiro

TAA

4

10

9

Ritiro

 

Bas

4

6

4

1

 

 

Lig

13

12

9

5

 

 

Umb

10

7

3

 

 

Abr

20

9

2

 

 

Cal

20

15

10

 

 

Ma

25

7

5

Ritiro

 

 

Lom

150

73

 

Ritiro

 

 

Sic

26

22

74

 

 

 

 

Sar

16

24

 

 

 

 

Laz

75

25

24

 

 

 

 

Pug

90

 

 

 

 

Cam

141

 

 

 

 

Ven

112

 

 

 

 

FVG

30

 

 

 

 

Tos

87

 

 

 

 

ER

99

 

 

 

 

Sar

40

 

 

 

 

Pie

95

 

 

 

 

VA

3

 

 

 

 

Totali

898

345

175

5

1

Esempio: voti raccolti e numero di delegati nel Lazio

Candidato

Numero voti

Percentuale

Numero delegati

Outsider

315000

60%

75

Cand

107000

20%

25

Candi

106000

20%

24

Gli altri candidati alla nomina non superano lo sbarramento del 10% e quindi non ottengono delegati.

La distribuzione dei 75 delegati di Outsider nei collegi provinciali è effettuata col metodo proporzionale in base ai voti raccolti da Outsider nelle province. Supponiamo che i voti per Outsider siano 215000 a Roma, 60000 a Viterbo, 40000 a Latina,  e nessuno altrove. Tra i candidati delegati abbinati a Outsider risultano eletti: i primi 52 classificati a Roma, i primi 14 classificati a Viterbo, i primi 9 classificati a Latina.

La settimana prossima mi recherò a Roma per incontrare vari parlamentari di centrodestra e proporre loro le libertarie. Ora è il centrodestra, con tutti i suoi problemi, il settore politico più interessante e potenzialmente aperto ad accogliere il progetto di YouCaucus, che riepilogo qui sotto.

Le Libertarie

Il partito è governato interamente ed unicamente dagli elettori. Gli elettori, e soltanto gli elettori, hanno la prima parola, l’ultima parola e tutte le parole che stanno tra la prima e l’ultima. Le Libertarie sono lo strumento con il quale gli elettori governano il partito.

Le libertarie sono consultazioni aperte, libere e sequenziali in crescendo (cioè diluite temporalmente e territorialmente, in modo da dare a una cassiera del supermercato le stesse possibilità di vincere che avrà un qualunque persona già nota o ricca) per scegliere i candidati alle elezioni e i delegati alle convention.

La convention è lo strumento con il quale i delegati, che sono cittadini tra cittadini (e non funzionari di partito, che non esistono nei partiti governati dagli elettori, dove non è ammessa alcuna forma di apparato) stabiliscono le regole delle libertarie e della convention stessa (e indicano quelle della convention successiva).

Per il funzionamento di un partito non è necessario nient’altro. In un partito governato dagli elettori, non ci sono apparati, segretari, capi, organi dirigenti, coordinatori. In parole semplici: “non ci sono elettori più uguali degli altri“. Non ci sono candidature o ricandidature garantite. Nessun eletto potrà scrollarsi gli elettori di dosso, che gli staranno col fiato sul collo dal primo all’ultimo momento. Se l’eletto non si atterrà alla volontà popolare, gli elettori lo puniranno alle consultazioni successive.

Lo tsunami delle libertarie

Basandoci sui dati relativi alle primarie Obama-Clinton del 2008, possiamo stimare l’affluenza potenziale e la raccolta di fondi di ipotetiche libertarie realizzate in Italia per lo schieramento moderato-conservatore. I risultati del calcolo sono i seguenti:

Affluenza potenziale: 10-11 milioni di elettori

Raccolta fondi del candidato vincitore: 100 milioni di euro, in donazioni individuali di 70 Euro ciascuna (in media)

Raccolta fondi totale (candidati individuali + partito): 180 milioni di Euro

Chiaramente, la sequenzializzazione agevola la raccolta delle donazioni e stimola la partecipazione. Si ricordi che le primarie dell’Unione del 2005 (“stile 1860”), le più partecipate in Italia, portarono alle urne poco più di 4 milioni di persone, e quel risultato non fu mai più eguagliato.

Le libertarie possono provocare un vero e proprio tsunami. Come già nel 2012, quando la mia proposta di primarie sequenziali all’americana con convention riuscì a farsi strada all’interno del PdL fino a portarlo alla fibrillazione (vedi qui e qui), così oggi la proposta delle libertarie si può insinuare all’interno del centrodestra e dare voce alla voglia (che serpeggia fra molti deputati e senatori) di un sistema che faccia emergere la volontà popolare invece che anestetizzarla. Sicuramente le libertarie potranno riunire tutte le anime del centrodestra, dalla Lega di Salvini alla Forza Italia di Fitto (Berlusconi si dovrà aggregare, che gli piaccia o meno) ai tanti conservatori/repubblicani che stanno tra i nostri elettori (e tra gli astenuti), ma non hanno mai trovato rappresentanza, né modi di candidarsi ed emergere. Se tanto mi dà tanto, il momento è quello giusto.

Diffondendo le idee di YouCaucus e spiegandole alla gente, ho notato che le madri di famiglia, come i benzinai, i tabaccai e le cassiere del supermercato, capiscono le idee al volo, tanto che mi danno sempre suggerimenti intelligenti e perspicaci per migliorarle. Per contro, quando spiego le idee ai politici, noto che fanno numerose resistenze. Capiscono subito che le libertarie sono una seria minaccia alle loro cariche, visto che con questo sistema non prenderebbero neanche un voto.

Pertanto, per dare scacco matto agli apparati, occorre diffondere le idee delle Libertarie tra la gente, invece che all’interno degli apparati. In questo modo, gli apparati saranno messi in un angolo: se diranno no alle libertarie, diranno no agli elettori, e quindi si condanneranno alla morte politica. Se diranno sì alle libertarie, diranno sì alla fine dei partiti-apparato, e quindi si condanneranno alla morte politica.

Per concludere: il sistema dei partiti attuali è il sistema grazie al quale:

i primi restano sempre primi, e gli ultimi restano sempre ultimi.

Il sistema delle libertarie, al contrario, è il sistema che garantisce che:

gli ultimi hanno sempre la possibilità (concreta, effettiva, non meramente teorica) di diventare primi, e i primi sono sempre a rischio (perché avranno gli elettori col fiato sul collo) di diventare ultimi.

Tempo fa ho scritto un post nel quale informavo di un lodevole tentativo messo in atto da alcuni esponenti politici fiorentini, di fare primarie sequenziali con convention a Firenze in vista delle elezioni comunali per il sindaco. Purtroppo quel tentativo, come gli altri precedenti dello stesso tipo, è fallito, e alla fine hanno prevalso la mancanza di coraggio e le logiche di partito.

Se chiederete conto del fallimento alle persone coinvolte assisterete al solito, stucchevole, scaricabarile. Agli occhi di un qualunque politico selezionato dal sistema attuale un progetto come quello di YouCaucus può essere al massimo una fonte di ispirazione per uno slogan, un pretesto per organizzare una conferenza stampa, uno strumento per raggranellare una briciola di consenso in più (o almeno così crede lui), o semplicemente dare fiato al proprio esibizionismo. Egli non vede il progetto per ciò che è, per il suo contenuto, per ciò che può portare, lo vede soltanto per ciò a cui gli può servire in quel dato momento.

Vi chiederete allora perché io abbia collaborato, pur sapendo come funziona il gioco. Il punto è che le possibilità di cambiare le cose offerte dalla nondemocrazia italiana sono talmente povere che non va buttato via niente, senza farsi beninteso troppe illusioni. Lo abbiamo già detto e ridetto: il cittadino non è chiamato a governare il suo partito, ma a fare il tifo per il suo partito.

Prima o poi si troverà il grimaldelo per scardinare questo sistema, ma è utile anche sapere, nella ricerca di quell’anello che non tiene, che questo sistema antidemocratico è fatto veramente bene, solido, robusto, difficilmente perforabile.

Esistono vari strumenti in rete per fare petizioni, raccogliere firme, confrontarsi, riunirsi, discutere, ecc., ma sono troppo dispersivi. La mia impressione è che finora i social network siano stati pensati per frammentare, distrarre, intrattenere la gente, portarla un po’ a spasso, per dirla brutalmente, invece che organizzare e aumentare il potere dei cittadini. Questi strumenti creano per lo più illusioni, e sfruttano l’ingenuità degli utenti. Si pensi per esempio a Twitter e Facebook. Gli utenti postano messaggi nell’illusione che qualcuno li leggerà, ma se sapessero quante sono le persone che li leggono effettivamente e quale impatto ha la lettura, non butterebbero via il loro tempo a quel modo. Basta creare un sito web e cercare di attrarre visitatori per rendesi conto che non basta esserci per essere visti. Eppure milioni e milioni di persone insistono a lavorare tutti i giorni per arricchire Zuckerberg e Dorsey.

L’idea di YouCaucus è quella di creare un social network che va nella direzione esattamente opposta, per raccogliere ed unire le energie dei cittadini invece che disperderle, e arrivare a cambiare la società e la politica. Questo progetto lo chiameremo PolisNet.

In breve, si tratta di trasferire sul web la comunità dei cittadini in quanto soggetti politici, creando il social network dei cittadini in quanto elettori, candidati, membri di partiti, fornendo una serie di spazi per incontrarsi, discutere, comunicare, elaborare proposte collettivamente (regole di partito, leggi, proposte di modifica della costituzione, ecc.), tenere convention, videoconferenze, organizzare primarie, candidarsi, fare campagna elettorale, votare i candidati alle primarie, ecc. Una serie di strumenti per ottimizzare questo tipo di interconnessioni e renderle fruibili in qualsiasi momento da tablet, PC e smartphone.

La spina dorsale della struttura è l’idea di sistema politico teorizzato da YouCaucus, e ispirata  allo studio dei partiti americani, in particolare il loro funzionamento interno, fatto di convention e primarie sequenziali. I (due) nuovi partiti saranno creati dal nulla, senza apparati e a costo zero. Gli elettori saranno messi in grado di governare interamente il loro partito. Avranno il tempo, il modo e gli strumenti per farlo. Potranno candidarsi a qualunque carica pubblica con effettive possibilità di vincere, perché saranno rimossi i numerosi ostacoli che normalmente riducono le chances degli outsiders, degli sconosciuti e di coloro che non hanno grandi disponibilità economiche.

Si parte “creando” due partiti, chiamati U e C, completamente neutri, vuoti e identici. I cittadini cominciano a iscriversi al social, potendo optare per l’appartenenza a U o a C, oppure dichiararsi indipendenti. Inseriscono il loro curriculum, lo corredano delle proprie idee politiche e proposte. Creano il loro profilo, decidendo quali informazioni rendere pubbliche e quali mettere da parte. Man mano che le iscrizioni fluiscono i partiti cominciano ad acquistare un’anima, un’identità (comunque variabile nel tempo). Chiunque potrà lasciare il partito per diventare indipendente o iscriversi all’altro.

La struttura del sito conterrà da una parte tutti gli iscritti, poi tutti i candidati, tutte le elezioni, tutte le convention, tutte le primarie, tutte le sequenzializzazioni delle primarie, il tutto organizzato per regioni, comuni, e provvisto di motori di ricerca appropriati per accedere rapidamente alle informazioni desiderate. Appena i partiti U e C avranno abbastanza consenso per presentarsi alle elezioni lo faranno e la comunità da virtuale diventerà reale.

Il mio interesse principale è trasformare il web nel veicolo della democrazia. Non ho nessuna idea politica particolare da propagandare, anzi la neutralità dello strumento è cruciale perché funzioni.

Il valore commerciale di una cosa del genere credo possa essere consistente. Sarà generato come segue. Il sito diventerà anche la Fed americana, l’ente che controlla le elezioni. Cioè, PolisNet sarà anche “la banca della politica“. Ciascun candidato dovrà aprire un conto su PolisNet, come su PayPal, e lì dovrà far fluire tutte le donazioni. Da lì dovrà attingere per tutte le spese della campagna elettorale. In questo modo sarà possibile esercitare le forme di controllo sulle donazioni e le spese elettorali, quei controlli che negli Usa sono fatti appunto dalla Fed (come controllare il rispetto dei vincoli sulle donazioni – per esempio, ognuno può donare al massimo 2000 euro – e l’obbligo di rendicontare tutte le spese). Chiaramente di spazio per creare un business ce n’è molto.

Poiché non posso realizzare il progetto da solo, cerco collaboratori. Contattatemi a questo indirizzo.

A Firenze il consigliere regionale Paolo Marcheschi ha recentemente proposto al centrodestra le primarie sequenziali “in crescendo” con convention per la scelta del candidato sindaco del 2014. Giusto ieri ne ha dato comunicazione alla stampa. La proposta, alla cui formulazione ho avuto il piacere di collaborare, è stata bene accolta dai mezzi di comunicazione, con articoli di stampa scritti bene e in modo preciso.

Per esempio, l’ANSA l’ha presentata così:

Fdi: Crosetto, “primarie alla fiorentina” modello per Italia (ANSA)

FIRENZE, 12 SET – “Le primarie alla fiorentina, lanciate oggi da Fratelli d’Italia sul territorio, saranno studiate con molta attenzione a livello nazionale. Potrebbero essere un progetto pilota da replicare in tutta Italia. Un sistema veramente innovativo di svolgere le primarie, un meccanismo capace di coinvolgere realmente i cittadini e di aprire la politica a tutte le persone di buona volonta’.” Cosi’, in una nota, il coordinatore nazionale di Fratelli d’ Italia Guido Crosetto commenta le ‘primarie sequenziali’ lanciate oggi dai consiglieri regionali toscani Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi insieme al consigliere comunale Francesco Torselli per la scelta del prossimo candidato sindaco a Firenze. (ANSA). Y2G 12-SET-13 20:36

Su questo sito seguiremo l’evolversi della discussione sul tema, informandovi degli sviluppi. Potete trovare altre informazioni qui, dove sono disponibili anche le slides della presentazione di Marcheschi. Qui sotto un breve riepilogo del problema e le simulazioni delle primarie fiorentine, con relative spiegazioni.

Come abbiamo spiegato più volte, se si vota in tutto il territorio nello stesso giorno, come fa il PD colle sue primarie “stile 1860”, e magari con regole e date decise dagli apparati all’ultimo minuto, solo le persone già note o ricche hanno effettive possibilità di vincere, cioè i candidati d’apparato e pochi altri. Potrà mai vincere una cassiera del supermercato? Certo che no. Ma anche chi proviene da un partito piccolo, come Fratelli d’Italia o la Lega, è penalizzato, perché non ha nessuna chance di battersela ad armi pari contro il candidato del partito maggiore. Eppure le primarie devono essere competizioni tra persone, non tra partiti o correnti, per cui tutti devono essere uguali sulla linea di partenza, anche la cassiera del supermercato.

Come dice Crosetto nella nota dell’ANSA, le primarie fiorentine “potrebbero essere un progetto pilota da replicare in tutta Italia“. E allora immaginiamole, queste primarie sequenziali a livello nazionale, per esempio per la scelta del candidato premier.

Immaginiamo che si voti prima in Molise, una settimana dopo in Abruzzo, una settimana dopo nelle Marche, una settimana dopo in Toscana, e così via, proprio come nelle primarie americane. Anche una cassiera del supermercato può permettersi di fare qualche viaggio in Molise, e se capita che raccolga del consenso e qualche donazione, magari non vince le primarie del Molise, ma può ottenere un risultato di tutto rispetto. Infatti, basta che “si piazzi bene”, che emerga dal fondo, perché la gente cominci a parlare di lei. Nella settimana che separa le primarie del Molise da quelle dell’Abruzzo alcuni giornali la noteranno e la intervisteranno. Magari non vincerà le primarie dell’Abruzzo, ma se arriva diciamo terza, sarà consacrata come rivelazione e avrà già colmato, in due mosse, il gap che la svantaggiava rispetto ai candidati già noti e quelli favoriti dall’appartenenza ai partiti maggiori.

Poi tocca alle Marche. Se la candidata-rivelazione continua a piazzarsi bene, o magari vince, non la fermerà più nessuno. Tutte le primarie successive saranno plebisciti per lei. Un percorso diluito temporalmente e geograficamente come quello delle primarie sequenziali dà modo e tempo a tutti i candidati di convincere i cittadini a votare per loro. Un meccanismo affrettato come le primarie “o la va o la spacca” del PD azzoppa in partenza tutti i candidati non privilegiati, creando di fatto una sperequazione antidemocratica.

Le primarie di cui parlo sono dunque le “primarie sequenziali in crescendo con convention“. Esse eleggono i candidati alla carica monocratica, ma anche delegati alla convention popolare del partito (o coalizione), l’organo che supervisiona le primarie stesse, ne decide le regole e scrive il programma elettorale degli elettori.

Nella proposta di primarie fiorentine, la sequenza delle primarie si basa sulle 5 circoscrizioni nelle quali è diviso il comune, partendo dalle meno popolose per finire colla più popolosa.

Il sistema elettorale “in crescendo” si riferisce al sistema di assegnazione dei delegati nelle varie tappe della sequenza (proporzionale, poi maggioritario, poi vincitore piglia tutto). Potrebbe essere un po’ ostico da digerire, ma diventa più facile da capire se spieghiamo a cosa serve, cioè coniugare una competizione vera e combattuta colla necessità di proiettare un vincitore al di sopra di tutti gli avversari, in modo che la sua vittoria diventi indiscutibile.

Il proporzionale (con sbarramento alto, diciamo 20%, per evitare sabotaggi da parte degli avversari) serve a garantire che nelle prime tappe la competizione rimanga aperta, ciò che ravviva l’interesse e garantisce agli outsider vere possibilità di battersi. Adottando, all’estremo opposto, il sistema “vincitore piglia tutto” nelle prime tappe si stenderebbe subito al tappeto chiunque non sia già noto al grande pubblico. Allo stesso tempo, il passaggio al maggioritario e poi al vincitore piglia tutto impedisce che la competizione si protragga all’infinito. Con questo meccanismo di solito le ultime tappe proiettano il vincitore ben oltre la maggioranza assoluta, in modo che la sua vittoria non lasci dubbi e spazio a recriminazioni, ciò che serve a unire il partito e la coalizione.

Analizziamo la proposta fiorentina e la relativa simulazione, che illustra questo meccanismo.

Tabella 1.

Sistema elettorale

Popolazione

Numero delegati

Affluenza stimata

Circoscrizione 3

Proporzionale

41637

9

1134

Circoscrizione 1

Proporzionale

69030

15

1810

Circoscrizione 4

Maggioritario

69036

15

1870

Circoscrizione 2

Maggioritario

90865

20

2392

Circoscrizione 5

Vincitore piglia tutto

108846

24

3008

Totali

379414

83

10214

dove “proporzionale” = proporzionale con sbarramento al 20%, “maggioritario” = il 60% (al minimo) dei delegati va al 1o classificato, il resto è distribuito con metodo proporzionale con sbarramento al 20%.

Tabella 2.

Candidato 1

Candidato 2

Candidato 3

Candidato 4

Voti totali

Voti

Deleg.

Voti

Deleg.

Voti

Deleg.

Voti

Deleg

Circ. 3

290

3

401

4

230

2

213

0

1134

Circ. 1

543

5

895

7

372

3

ritiro

1810

Circ. 4

743

9

590

3

537

3

1870

Circ. 2

1364

14

596

6

432

0

2392

Circ. 5

1884

24

1124

0

ritiro

3008

Totali

4824

55

3606

20

1571

8

213

0

10214

Per esempio, nella tabella 2 il candidato 1 si trova in svantaggio dopo la prima tappa e anche dopo la seconda. Sorpassa il candidato 2 nella terza e stacca l’avversario nella quarta. Tuttavia, il candidato 2 potrebbe ancora aggiudicarsi la maggioranza assoluta dei delegati se vincesse l’ultima tappa. Chiunque ottiene la maggioranza relativa dei delegati, ottiene in realtà la maggioranza assoluta, per cui il voto della convention diventa una formalità. Questo è uno schema tipico di ciò che accade nelle primarie presidenziali americane.

Infine, ho proposto a Marcheschi di aggiungere la “sesta circoscrizione”, la circoscrizione online, che diventerebbe la prima della sequenza. Il sito YouCaucus è provvisto di un sottodominio attrezzato per le primarie online (vedi qui). Nella circoscrizione online può votare chiunque risieda a Firenze e abbia diritto di voto. Deve fornire copia della sua tessera elettorale e non potrà votare ai seggi fisici. Le votazioni della circoscrizione online si concluderanno una settimana prima delle votazioni nelle altre circoscrizioni. I risultati saranno comunicati subito dopo la chiusura del voto online e assegneranno un certo numero di delegati online, distribuiti proporzionalmente, con sbarramento al 20%.

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