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Archive for May 2012

Venerdì scorso l’Onorevole Stracquadanio è venuto a Pisa per partecipare ad un incontro organizzato dai Liberali nel PdL. Gli amici che ho nel PdL mi hanno chiesto di andare a fare un intervento per spiegare la mia proposta di primarie sequenziali correlate alla convention, cosa che ero molto riluttante a fare, perché sono sempre più restio a fare proposte che potrebbero tornare utili ai partiti esistenti. Non credo che meritino aiuti, a meno che non si tratti di aiuti a tirare le cuoia il più in fretta possibile. Comunque, di solito non c’è alcun rischio che gli interlocutori del PdL capiscano di cosa si sta parlando, quindi si può parlare loro tranquillamente, e rimanere ragionevolmente sicuri che continuino a dare un calcio alle poche occasioni che rimangono loro per sopravvivere. Siccome poi la mia proposta comporterebbe ai partiti esistenti di chiudere i loro apparati per sempre, quindi di fare praticamente harakiri, è assai probabile che la ignorino e proseguano indisturbati nella loro salutare (per noi) corsa verso il baratro.

Comunque sono andato all’incontro, poi una cosa tira l’altra, e alla fine, di fronte all’insistenza dei miei amici, ho raccontato in poche parole la mia proposta all’Onorevole. Dopo un po’ di obiezioni iniziali, Stracquadanio ha mostrato, con una certa mia sorpresa, di aver afferrato bene il messaggio, e mi ha chiesto di mandargli i documenti che avevo con le proposte dettagliate. Dopo averglieli mandati mi sono reso conto che quei documenti non stanno ancora su questo sito, mentre dovrebbero starci perché potrebbero essere utili a tutti. Pertanto ho deciso di scrivere questo post ed inserirli qui. Casomai ci fossero sviluppi vi terrò informato.

Si tratta di

1. proposta di primarie sequenziali e convention per il candidato premier (versione ritoccata di quella che ho consegnato ad Alfano il 18 dicembre scorso)

2. mozione approvata all’unanimità al congresso provinciale del PdL di Pisa, tenutosi recentemente, per adottare il mio sistema alle elezioni comunali di Pisa dell’anno prossimo

3. pamphlet esplicativo che accompagnava la mozione, con spiegazione di cosa sono le primarie americane e come dovrebbero funzionare a Pisa nel 2013


Ho partecipato a una riunione del Movimento 5 Stelle qualche settimana fa e ho scoperto che il movimento non si è ancora dato regole innovative per far scegliere le candidature e scrivere il programma elettorale agli elettori. A questo proposito, il “non statuto” consultabile qui, dice soltanto, all’articolo 7,

Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio  determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.

Alla riunione cui ho partecipato ho esposto la mia proposta, ispirata ai partiti americani, di primarie sequenziali correlate con la convention. Credo di aver interessato un buon numero di presenti con le mie idee, che sono poi quelle esposte in questo sito e nel libro segnalato qui. In effetti, il Movimento 5 Stelle sembra in grado di recepire il messaggio, attuarlo in tempi rapidi e sfruttarlo al meglio. Rispetto ai partiti tradizionali, il M5S è già avanti. Per esempio, la mia proposta richiederebbe di eliminare gli apparati partitici, ma il M5S non ha alcun apparato. Inoltre, richiede di rinunciare ai fondi pubblici, come ormai tutti i candidati fanno negli Stati Uniti, ma il M5S non ha mai preso un soldo di fondi pubblici. Richiede di demandare tutte le decisioni agli elettori, che è ciò che fa anche il M5S. E allora, a cosa potrebbe servire la mia proposta? A dare al movimento un sistema di regole semplici che gli garantiscano di crescere su queste basi, senza mai diventare come gli altri e senza mai dover fare compromessi con gli altri.

Il metodo per cambiare completamente la politica costa poco o nulla e richiede poche tornate elettorali. Si tratta di sostituire i partiti esistenti con due partiti aperti, governati dagli elettori, che si divideranno il 97% degli elettori circa, sul modello dei partiti americani.

Come sapete, chi è al potere oggi usa il potere che ha per impedire agli altri di accedervi. Per scardinare questo sistema perverso è necessario un sistema che spiazzi i partiti esistenti e li renda impotenti.

I due partiti nuovi devono essere completamente aperti, perché essendo aperti, sbaraglieranno facilmente i partiti chiusi, appena entreranno in competizione contro di loro. Aperti vuol dire, tra le altre cose, che non devono avere valori o idee o programmi a priori. E poi che non devono avere alcun apparato e devono consentire a chiunque di candidarsi alle cariche, candidarsi a delegato alla convention, e votare nelle primarie. Un partito che fissa i suoi obiettivi a priori restringe anche il campo di interesse che può suscitare e quindi anche riduce il numero d voti che può prendere. Qualunque regola, programma o valore sarà stabilito dagli elettori stessi tramite la convention, a cui partecipano delegati eletti con le primarie sequenziali. Qualunque decisione o indicazione della convention vale solo fino alla convention successiva, quando si riazzera tutto.

Le primarie devono essere sequenziali, altrimenti sono una burla. Non è praticamente o umanamente possibile che un candidato nuovo vinca le primarie per il premier se quelle primarie sono tenute nello stesso giorno in tutta Italia. Ma un’impresa del genere diventa possibile se si comincia dal Molise, una settimana dopo si va in Abruzzo, poi nelle Marche, ecc., diluendo il compito e quindi rendendolo abbordabile a chiunque. Come negli Usa si parte dall’Iowa, poi si va nel New Hampshire, nella Carolina del sud, eccetera. Similmente, occorre sequenzializzare le primarie per i sindaci, i governatori di regione, e quando avremo finalmente un sistema uninominale, anche per i deputati e senatori.

I partiti di cui parlo non hanno apparati, sono pure e semplici macchine per produrre candidati e programmi elettorali decisi dagli elettori. Primarie sequenziali correlate alla convention, primarie sequenziali correlate alla convention, primarie sequenziali correlate alla convention, e si azzera tutto ogni volta. Solo e semplici macchine per fare emergere la volontà popolare. Per questo vinceranno facile contro i partiti chiusi attuali e non lasceranno loro alcuna possibilità di cavarsela.

Forse a Pisa realizzeremo questo progetto l’anno prossimo per le elezioni comunali con alcuni fuoriusciti del PdL. Però sto cercando di sensibilizzare più persone possibile, in modo che aumentino le possibilità di riuscita. Chiunque fosse disposto ad imboccare questa strada avrà il mio appoggio e la mia collaborazione, qualunque siano le sue idee politiche, a qualunque area appartenga (io non sono iscritto ad alcun partito). Il M5S è l’interlocutore ideale. Nelle prossime settimane cercherò di mettermi in contatto con Beppe Grillo per spiegargli la proposta. Vi terrò informati se ci sono novità.

***

27 Maggio 2012 ___  Aggiornamento

Come promesso, vi tengo informati sulle novità. Sono stato ad un’altra riunione del M5S e ne ho tratto alcune conclusioni. Allo stato attuale, il M5S è ancora molto indietro sul tema del coinvolgimento trasparente degli elettori. Sembra muoversi in modo casuale e scoordinato, per nulla pronto ad affrontare la sfida. Molti militanti già scalpitano perché venga loro riconosciuto il diritto-privilegio di contare più degli altri elettori al momento di decidere le candidature, in base all’impegno profuso per il movimento e al loro attivismo. Non è chiaro se e come gli elettori saranno effettivamente consultati per selezionare i candidati. Si parla di primarie online, ma le candidature alle primarie saranno probabilmente chiuse, ristrette ai famosi “militanti più uguali degli altri elettori”. E’ probabile che da qui a poco, chi si avvicinerà al movimento sarà messo a fare la fila dietro coloro “che si sono impegnati già da tempo”. Accanto a molte persone aperte all’innovazione, ve ne sono altrettante che ragionano come i militanti dei vecchi partiti e accampano qualunque scusa per non discutere di proposte a loro sgradite. Parecchi sono coloro che chiedono procedure per limitare la partecipazione e le candidature a “persone fidate” che stanno nel movimento già da tempo. Vedono in qualunque nuovo arrivato un opportunista e una minaccia, perché potrebbe sottrarre loro il posticino che credono di essersi ritagliati. Insomma, ho ritrovato tutti i difetti dei partiti chiusi. Se queste persone avranno peso determinante, come temo, inevitabilmente, il M5S diventerà il classico partito “come gli altri”.

Non sono ancora riuscito a contattare Beppe Grillo, ma a questo punto non so se valga la pena farlo. Soprattutto, non ho voglia di farlo. Mancano i segnali minimi per sperare che il Movimento 5 Stelle rappresenti un vero cambiamento.

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